08 agosto 2020

Treviso

Il prefetto Laganà: "La scuola chiusa per mesi è una ferita che lascerà il segno"

Il prefetto di Treviso in consiglio comunale a palazzo dei Trecento per fare il punto sulla gestione dell’epidemia di Covid

| Isabella Loschi |

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Prefetto Laganà

TREVISO - A palazzo dei Trecento si è svolto il secondo consiglio comunale in presenza dopo la pandemia di Covid. Ad aprire la seduta l’intervento del Prefetto Maria Rosaria Laganà che ha fatto il punto sulla gestione dell’emergenza.

“Abbiamo certamente passato un periodo difficile, l’intensità e le tempistiche che ha avuto questo virus non erano affatto previsti - le parole del prefetto davanti alla giunta e ai consiglieri - Cosa ci rimane? Sicuramente la risposta corale e serena che ha saputo dare la città anche nel momento più difficile, il grande impegno del mondo sanitario che ringrazio per il lavoro svolto e il lavoro dei sindaci”.

“Ora tocca ai cittadini - continua il Prefetto - L’emergenza non è completamente passata, per questo è responsabilità di tutti noi, continuare a mantenere e rispettare il distanziamento sociale e tutte le misure per anti-contagio previste. Evitare gli assembramenti davanti ai locali e nelle spiagge. Noi vigileremo sempre, il sindaco Conte ha già adottato delle ordinanza, ma la parte importante la fanno i cittadini”.

Il prefetto Laganà ha poi parlato della scuola e del ritorno sui banchi a settembre: “La ripartenza è ancora una grande incognita ma sono sicura che Treviso e gli altri comuni della provincia si attrezzeranno per supportare al meglio le istituzioni scolastiche. Credo che la buona ripartenza della scuola sia quell’elemento che ci consentirà di capire, oltre alla ripartenza delle aziende, se veramente siamo in grado di riprendere e di recuperare il tempo perso. La scuola chiusa 4 mesi è sicuramente una ferita che lascerà il segno, quindi prima di riparte meglio sarà per tutti”.

Il sindaco Mario Conte ha poi ringraziato il prefetto definendola “guida sicura”, in questo periodo di emergenza. “E' stata un ottimo coordinamento tra sindaci ed ha saputo aggiungere nelle decisioni un elemento troppo poche volte usato in Italia, ovvero il “buonsenso”, per dare risposte veloci e concrete a noi sindaci e ai cittadini”.

Nel frattempo sotto palazzo dei Trecento è andata in scena una protesta pacifica di Amnesty International Treviso per ricordare Giulio Regeni e chiedere di riappendere lo striscione giallo, che chiede la verità sul caso del giovane studente, ucciso al Cairo, sulla facciata del palazzo. All’appello si è aggiunto anche quello dei consiglieri del Pd, Stefano Pelloni (capogruppo) e Liana Manfio.

 


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