26 gennaio 2021

Treviso

Polizia, in aumento le denunce per violenza sessuale

Oggi, giornata contro la violenza sulle donne, la Questura fa il punto con i dati dell'odioso fenomeno

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

Polizia, in aumento le denunce per violenza sessuale

TREVISO - Oggi 25 novembre si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Numerose sono le iniziative organizzate per sensibilizzare le vittime di violenza fisica o psicologica a chiedere aiuto alle Forze dell’Ordine.

Anche la Polizia di Stato, attraverso il progetto “Questo non è amore” iniziato quattro anni fa, ha favorito momenti d’incontro e di informazione per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza sulle donne e violenza di genere; momenti che hanno lo scopo di rompere l’isolamento e il dolore delle potenziali vittime, offrendo il supporto di un’équipe di operatori specializzati appartenenti alla Divisione Anticrimine, alla Squadra Mobile e alla Squadra Volente.

Per una donna che crede di essere innamorata non è sempre facile comprendere il significato delle azioni subite o tende a giustificarle; inoltre, ancora molte donne tacciono perché hanno paura di denunciare per timore di aggravare la propria situazione o, più grave ancora, hanno paura di non essere credute.

Fortunatamente, grazie al costante impegno di tutti gli attori istituzionali che operano sul campo, negli ultimi anni sta crescendo il numero delle vittime che prende coscienza e si rivolge alla Polizia di Stato che, grazie alle competenze degli operatori specializzati e ai numerosi strumenti amministrativi e penali, quali l’ammonimento, provvedimento adottato dal Questore, o il divieto di avvicinamento, adottato dall’Autorità giudiziaria, offrono supporto e restituiscono fiducia a tante vittime di violenza.

A TREVISO 

Rispetto al periodo gennaio-settembre 2019, quest’anno risultano un lieve aumento le denunce per atti persecutori: 73 (2019)-97(2020) e violenze sessuali: 33 (2019)- 37 (2020), mentre sono diminuiti quelle per maltrattamenti contro familiari e conviventi: 124 (2019) – 110 (2020).

Continua da parte dei poliziotti della Questura di Treviso la campagna di sensibilizzazione anche in questo periodo di emergenza sanitaria, attraverso conferenze on line e la distribuzione di brochures presso numerosi uffici della Polizia di Stato della provincia aperti al pubblico.

 

DATI NAZIONALI

I dati sono anzitutto quelli relativi ad un primo bilancio ad un anno dall’entrata in vigore, avvenuta il 9 agosto 2019, del cosiddetto “Codice Rosso”, legge 19 luglio 2019, n.69, che ha introdotto nuovi reati e ha perfezionato i meccanismi di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Dei quattro delitti di nuova introduzione, quello che ha fatto registrare più trasgressioni (1.741 dal 9 agosto 2019 all’8 agosto 2020), spesso sfociate in condotte violente nei confronti delle vittime, è la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare (art. 282-bis cpp) o del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (282-ter cpp) o la misura precautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare (ar. 384-bis cpp). Le regioni dove si sono registrate più violazioni sono la Sicilia, il Lazio ed il Piemonte.

11 reati in un anno relativi al delitto di costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis cp), altra figura introdotta dalla legge 69/2019 e volta a contrastare il fenomeno dei cosiddetti matrimoni forzati e delle spose bambine: il 36% delle vittime è risultato minorenne.

Il reato di deformazioni dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso di nuova introduzione (art. 583-quinquies cp) prevede l’ergastolo se dal fatto consegua un omicidio. Dei 56 casi denunciati, il 76% hanno riguardato vittime di sesso maschile e gli autori sono al 92% uomini: segno che tali fattispecie si riferiscono ad ipotesi di reato prima inquadrate nel delitto di lesioni personali gravissime di cui all’art. 583, comma 2, n.4 (abrogato dalla l. 69/2019) e non riconducibili alle dinamiche uomo/donna.

Ultimo reato introdotto dalla l. 69/2019 è la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, cosiddetto revenge porn (art. 612-ter cp). Dei 718 reati denunciati, l’81% hanno riguardato vittime di sesso femminile (per l’83% maggiorenni e per l’89% italiane), episodi distribuiti nell’anno con un andamento altalenante e un picco nel mese di maggio con 86 fattispecie. La regione che registra più denunce è la Lombardia, seguita da Sicilia e Campania.

 

 


 

 


| modificato il:

Gianandrea Rorato

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