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29 settembre 2022

Castelfranco

Piste ciclabili a Castelfranco, Maria Gomierato: “Bene, ma bisogna fare di più”.

Dopo il bollino di “comune ciclabile” (con due smile su cinque assegnabili), l’ex-sindaco fa il punto della situazione, con un occhio rivolto al passato e uno al futuro.

| Leonardo Sernagiotto |

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Cicloturisti

CASTELFRANCO – A maggio di quest’anno, la FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, aveva inserito per la prima volta Castelfranco tra i “comune ciclabili”, assegnando due smile su cinque. Cinque erano anche i criteri valutati: la città del Giorgione va discretamente bene sul numero e l’estensione delle piste ciclabili, ottiene la sufficienza per quanto riguarda cicloturismo, moderazione (ossia il rapporto tra velocità e traffico) e comunicazione, mentre è bocciata per la governance.

Maria Gomierato, primo cittadino dal 2000 al 2010, è soddisfatta per questo riconoscimento, che certifica l’impegno di Castelfranco verso la mobilità sostenibile. Un riconoscimento che sente in parte suo, in quanto frutto delle scelte e delle infrastrutture ciclabili realizzate durante i suoi due mandati, tra tutte il frequentatissimo Sentiero degli Ezzelini.

“Era stato fondamentale il lavoro portato avanti nel primo decennio degli anni 2000 dall’Intesa Programmatica d’Area, l’IPA, che ha visto coinvolta Castelfranco con gli altri Comuni della Castellana in un progetto che ha portato nel nostro comprensorio un milione e mezzo di euro, i soldi necessari per sviluppare il percorso da Castello di Godego a Resana”.

Sono numerosi i chilometri realizzati agli inizi del Ventunesimo secolo a Castelfranco, dalla ciclabile di Salvarosa a quella di Villarazzo, dalla nuova viabilità di Treville alla ciclabile di Borgo Padova. “In dieci anni, fra il 2000 e il 2010, si era investito molto nella connessione in sicurezza di tutte le frazioni e le borgate con il centro cittadino – prosegue Gomierato –. Molto era rimasto sicuramente da fare ma il “Biciclettario Comunale”, che in quegli anni era stato realizzato grazie a un bando che coinvolgeva i giovani in progetti di collaborazione con il Comune, presentava una rete ciclabile che stava crescendo per successive connessioni e interventi di riqualificazione”.

Numerosi sono dunque gli interventi da ripensare per poter ottenere dalla FIAB anche il terzo smile, lavorando soprattutto sul connettere tra loro i diversi percorsi pedonali, senza interruzioni. “C’è quindi ancora molto da fare, manutenzioni comprese, ma la strada, anzi, la “pista”, è tracciata” conclude Gomierato.

 



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Leonardo Sernagiotto

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