20 settembre 2021

Treviso

Pioggia, vento, grandine: 2019 anno record. Danni ingenti all'agricoltura

Le imprese agricole di Condifesa TVB corrono ai ripari: nel 2019 hanno superato i 400 milioni di euro di produzione agricola assicurata

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Pioggia, vento, grandine: 2019 anno record. Danni ingenti all'agricoltura

TREVISO - Pioggia, vento, grandine. Il 2019 sarà ricordato come un anno record per eventi meteorologici. Dall’inizio dell’estate, infatti, sull’Italia si sono abbattute in media ben 11 tempeste al giorno, il 75% in più rispetto all’anno scorso. La Marca ha fatto la sua parte con fenomeni anche estesi che hanno interessato pure territori poco colpiti. L’ultimo episodio venerdì scorso: la grandinata ed il vento forte, in poche ore, hanno provocato danni molto ingenti a numerosi agricoltori con perdite fino all’80% del raccolto.

“Negli ultimi dieci anni, da quando si è presa coscienza del problema, si stanno rileggendo i dati, ogni anno vengono registrati record negativi, continuiamo a stupirci ma non c’è nulla di cui stupirsi - dice Valerio Nadal , presidente del Condifesa TVB. “In questi giorni stiamo registrando problemi di siccità ed eccessi di pioggia all’interno della stessa provincia, all’interno di zone anche limitate si verificano fenomeni estremi opposti tra loro”. “C’è un trend negativo che negli ultimi 5 anni ha portato a -20, -30% di produzione: per un agricoltore vuol dire perdere un terzo del proprio reddito” puntualizza Nadal. E quel che è peggio è che gli eventi meteorologici estremi non accenneranno a diminuire: “Il fenomeno non è governabile, sono tendenze globali cui bisogna trovare soluzioni globali, a partire dal contenimento delle immissioni - puntualizza il presidente del Consorzio - A livello locale, però, dobbiamo comunque trovare delle tecniche di mitigazione dell’impatto di questi fenomeni”.

L’eccesso di pioggia e di siccità, lo stravolgimento delle stagioni, infatti, sta portando ad una produzione sempre più anticipata che espone anche a rischi maggiori: “Il mercato chiede primizie, che costituiscono il 70-80% del reddito di un agricoltore, perché le prime che arrivano sul mercato realizzano ricavi maggiori. Ma dobbiamo capire che anticipare troppo porta a squilibri nella produzione, ad anticipi stagionali eccessivi e a carenze quando invece le produzioni sono attese”.

Come possono limitare i danni gli agricoltori? Secondo il Condifesa Veneto, si tratta soprattutto di investire in nuove tecnologie, come tecniche di microirrigazione, sistemi di protezione antigrandine e antibrina , sistemi intelligenti per il monitoraggio della coltura, software che dicono quando risparmiare l’acqua o meno, quando effettuare un trattamento fitosanitario, fungicida o contro insetti e parassiti alieni. Chi non vuole guardare in faccia la realtà, semplicemente, è destinato a chiudere. Tante sono le aziende agricole che solo in Veneto hanno dovuto chiudere i battenti o accorparsi in aziende più grandi, proprio perché altrimenti non sarebbe possibile andare avanti. “Quando uno perde il 30, 40 o 50% - sono numerosi i vigneti con perdite intorno all’80% -, se non si è assicurati l’azienda rischia di andare in perdita”, precisa l'esperto. “La prevenzione del danno, infatti, è fondamentale. Fortunatamente, l’intervento a livello comunitario di istituzione di un investimento ex ante per promuovere le coperture assicurative è stata una scelta lungimirante: 1 miliardo e 700mila euro sono stati investiti in questo tipo di incentivo, che copre fino al 70% dei costi assicurativi contro i fenomeni meteorologici estremi.

Considerando che assicurare un vigneto, contro danni da grandine, vento ed eccesso di pioggia, costa anche 2mila euro all’ettaro, è un bel vantaggio avere un abbattimento di questi costi fino al 70%”, specifica Codato.

Il Veneto è una regione leader in questo senso, con il 25% di terreni assicurati sul totale nazionale e una media del 50% delle aziende viticole coperte rispetto alla perdita di produzione. Su altre colture, però, c’è ancora tanta strada da fare: “si tratta di una fetta importante, pari al 20%, ma è solo una fetta. Bisogna crescere in questo senso”-, incoraggia Codato.

 


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