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18 agosto 2022

Lavoro

IL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA

Nextgenerationeu, cos’è e perché non possiamo sbagliare

| Claudio Bottos |

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| Claudio Bottos |

PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

LAVORO - Ogni stato membro della comunità europea ha preparato un piano di ripresa e resilienza che stabilisce un pacchetto coerente di riforme e iniziative di investimento da attuare fino al 2026 e sostenuto dal meccanismo di ripresa e resilienza. Il 30 aprile, data entro la quale doveva essere presentato, non era una scadenza ma una data orientativa. Quello del nostro paese, che si può leggere qui, è stato presentato entro il 30 aprile.

Come valuta la Commissione europea i piani presentati dai vari paesi, che devono poi essere approvati dal Consiglio? Il regolamento garantisce una valutazione trasparente con undici criteri, sulla base dei sei pilastri del regolamento, che richiedono una valutazione se: 1) le misure hanno un impatto duraturo; 2) le misure affrontano le sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese o in un sottoinsieme significativo di esse; 3) le tappe e gli obiettivi che consentono di monitorare i progressi con le riforme e gli investimenti sono chiari e realistici; 4) i piani soddisfano l'obiettivo del 37% di spesa per il clima e l'obiettivo del 20% di spesa per il digitale; 5) i piani rispettano il principio di non danno significativo; 6) i piani forniscono un adeguato meccanismo di controllo e verifica e stabiliscono la plausibilità delle informazioni sui costi. La Commissione valuta il contenuto rispetto agli undici criteri stabiliti nel regolamento, e traduce il contenuto in atti giuridicamente vincolanti, che costituiranno il metro di attuazione dei piani per gli anni a venire. I fondi saranno erogati ai vari paesi sotto forma di sovvenzioni e prestiti in base a dei criteri che si possono leggere qui.

Non possiamo sbagliare, perché la Commissione autorizzerà gli esborsi sulla base del soddisfacimento e del raggiungimento di un gruppo di traguardi e obiettivi che riflettono i progressi nelle riforme e negli investimenti previsti nel piano. Cosa succede se i traguardi e gli obiettivi associati a una richiesta di erogazione da parte del paese non vengono tutti soddisfatti? Se la Commissione ritiene che non tutti i traguardi e gli obiettivi associati a una rata siano stati raggiunti in modo soddisfacente, la Commissione può effettuare un pagamento parziale. Il resto del pagamento della rata (sia prestito che sovvenzione) sarà sospeso. Lo Stato membro può continuare con l'attuazione del resto del piano ed ha sei mesi per adottare le misure necessarie per garantire il raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi. Se ciò non viene fatto entro sei mesi, la Commissione può ridurre l'importo complessivo del contributo finanziario. Il regolamento prevede che ogni Stato membro debba destinare il 37% della sua dotazione totale a misure a sostegno della transizione verde con sei obiettivi ambientali, e il 20% della sua dotazione totale a misure a sostegno della transizione digitale, tra cui la diffusione della connettività 5G e Gigabit, lo sviluppo delle competenze digitali attraverso le riforme dei sistemi di istruzione e l'aumento della disponibilità e dell'efficienza dei servizi pubblici utilizzando i nuovi strumenti digitali. Gli Stati membri devono garantire il rispetto del diritto dell'Unione e nazionale, compresa la prevenzione, l'individuazione e la correzione efficaci di conflitti di interessi, corruzione e frode, nonché l'evitare i doppi finanziamenti.

La Commissione attuerà i propri strumenti di controllo basati sul rischio e potrà effettuare controlli in loco su un approccio orizzontale o basato sul rischio, coprendo tutti i paesi. Anche se le tappe e gli obiettivi sono stati raggiunti, qualora la Commissione rilevi gravi irregolarità (vale a dire frode, conflitto di interessi, corruzione), doppi finanziamenti o una grave violazione degli obblighi derivanti dagli accordi di finanziamento e gli Stati membri non adottino misure tempestive e adeguate per correggere tali irregolarità e recuperare i relativi fondi, la Commissione procederà al recupero di un importo proporzionato e/o, per quanto applicabile, richiederà il rimborso anticipato di tutto o parte del sostegno finanziario. La Corte dei conti, la Procura europea e la stessa Commissione possono accedere ai dati e, se necessario, indagare sull'utilizzo dei fondi.

Per questo motivo non possiamo sbagliare e dovremo per forza attuare le riforme. Teniamo presente che il nostro debito è schizzato a circa il 160% del PIL (Prodotto Interno Lordo) e non sarà facile farlo diminuire. Forse è la volta buona che si fanno le riforme. Noi dobbiamo sempre arrivare al limite per reagire e questa è davvero una svolta, perché se non otteniamo i fondi saranno grossi guai. Per questo motivo, credo che alla guida del paese sia stato chiamato Mario Draghi, per le sue capacità e per la sua credibilità internazionale. Come diceva il ritornello del personaggio del barista di Ceccano, interpretato da Nino Manfredi, viene da dire “Fusse che fusse la vorta bbona”

di Claudio Bottos (Consulente del lavoro e di direzione strategica aziendale)

 


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Consulente del lavoro e di direzione strategica aziendale

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