03 giugno 2020

Montebelluna

Petizione contro il muro che si vedrà dalle colline Unesco: in 24 ore centinaia di firme

Petizione contro “La distruzione delle Grave di Ciano”

| Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Grave di Ciano del Montello

CROCETTA DEL MONTELLO – Dilaga la protesta contro l’ipotesi di realizzare delle casse d’espansione nell’alveo del Piave a Ciano del Montello. Un’opera che contempla un muro alto 8 metri e lungo oltre 13 chilometri, visibile anche dai satelliti. Il neonato Comitato per la Tutela delle Grave di Ciano ha pubblicato una petizione online e nel giro di sole 24 ore sono centinaia le adesioni, che stanno crescendo di ora in ora. La raccolta firme è destinata al presidente della regione Veneto, Luca Zaia.

“Chiediamo di bloccare i lavori di avanzamento per il progetto denominato “Casse di espansione per le piene del fiume Piave in corrispondenza delle Grave di Ciano” situate nel Comune di Crocetta del Montello – si legge nella petizione -, opera il cui costo complessivo è stato stimato in 55.3 milioni di euro e la cui fase progettuale è già stata finanziata fino al livello esecutivo per un importo di euro 1.651.700 con procedura di gara fissata per dicembre 2019. Le casse di espansione, come si evince dal progetto preliminare, prevedono lo scavo di un bacino di laminazione stimato in 35 milioni di metri cubi distribuiti su 555 ettari, e la costruzione di 13,5 km di muri in c.a. alti fino ad 8 metri delimitanti quattro vasche contigue”.

Nel documento si citano le linee guida europee sugli interventi nei fiumi ma anche gli esempi positivi dell’applicazione di queste norme in Austria, Germania, Svizzera, Trentino-Alto Adige dove i fiumi risacralizzati hanno portato anche vantaggi in termini di sicurezza. “Il progetto è obsoleto e distruttivo”: si legge nella petizione dove viene spiegato che rispetto alle più moderne direttive sui fiumi questo progetto è l’esatto contrario.

Lungo l’elenco di motivazioni del Comitato per rigettare il progetto, dal fatto che l’area sia sotto vincolo di tutela europea per la sua importante valenza naturalistica ma anche: “La lacerazione dell’assetto socio-urbanistico dell’area prospiciente le Grave di Ciano, caratterizzato dalla presenza degli storici borghi di Rivasecca, San Nicolò, Belvedere, Gildi, Botteselle, Sant’Urbano, Santa Margherita e Santa Mama. Questi primi nuclei abitativi sorti lungo le sponde del fiume, testimoni della intensa relazione tra i loro abitanti e il Piave, luoghi di attracco degli zattieri che approdavano ai piedi del Bosco Montello per trasportare poi il legname verso la Serenissima, vedrebbero drammaticamente reciso il loro millenario legame con il corso del fiume”.

E ancora: “La profanazione della memoria storica. Indiscusso è l’alto valore storico dell’area a livello nazionale ed internazionale: teatro di azioni decisive della Prima Guerra Mondiale, qui, tra Piave e Montello sono state condotte le valorose azioni degli Arditi e si è compiuto il sacrificio di migliaia di giovani vite”. Il Comitato spiega poi che in questo modo si preclude qualsiasi possibilità di proseguire e incentivare il sistema di turismo diffuso che orbita proprio attorno a questo importante tratto del fiume, affossando l’economia locale.

Quindi chiedendo alla Regione di fare riferimento alle direttive europee, per il Piave, concludono: “Tutti noi firmatari ci sentiamo responsabili del nostro territorio, profondamente innervato nella storia e nell’identità collettiva della comunità, così unico dal punto di vista naturalistico, storico, culturale e per questo tanto prezioso. Per preservarlo non possiamo quindi esimerci dal lottare contro progetti così devastanti. E’ nostro dovere, anche verso le future generazioni”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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