19 ottobre 2021

Treviso

Pesanti nelle case di riposo gli impatti organizzativi dell'ordinanza del Governo.

Per il direttore dell'Israa di Treviso Giorgio Pavan il problema è la mancanza di infermieri e personale medico: "Siamo inflessibili nella sicurezza, chiediamo certificato di vaccinazione o tampone"

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Anziani in strutture residenziali

TREVISO - Ne ha scritto ieri il nostro giornale, raccogliendo l’appello dei familiari degli ospiti nelle case di riposo della Marca perché venga messa in pratica la circolare del ministro Speranza: libero accesso di un familiare per ospite sette giorni su sette per una durata di quarantacinque minuti. Ma anche uscite temporanee dalle strutture residenziali, per riunioni familiari e uscite programmate.

Di giorno in giorno, di ora in ora gli anziani ospiti attendono il disco verde. Per poter riabbracciare figli e nipoti, per trascorrere un po’ di tempo finalmente con loro, a casa. Probabilmente la terapia più efficace, dopo un anno e mezzo di un isolamento nell’isolamento che Covid ha fatto loro patire sicuramente ancora di più dal punto di vista psicologico e quindi fisico.

Abbiamo chiesto al direttore Israa Giorgio Pavan a che punto siamo nelle strutture residenziali della città “Noi applichiamo le nuove regole da prima dell’ordinanza. Le visite sette giorni su sette, riservando sabato e domenica ai familiari che non possono durante la settimana. Ogni settimana vengono in visita 800 familiari per 500 persone, alcuni più volte durante la settimana quando ci sono più figli. Siamo inflessibili nella sicurezza e chiediamo sempre il certificato di vaccinazione o il tampone nelle ultime quarantotto ore. Altrimenti i familiari rimangono in atrio e fanno colloquio con plexiglass”.

L’ordinanza del ministro Speranza introduce una novità importante: l’uscita dalle case di riposo per alcune ore, come detto, da trascorrere in famiglia. “Le uscite sono consentite solo con familiari vaccinati. E’ un patto di corresponsabilità. Allo stesso modo tutti i dipendenti che rientrano dopo tre giorni di assenza a qualsiasi titolo vengono tamponati affinché possiamo salvaguardare la salute degli anziani e dei colleghi”.

Al momento però di uscite non ce ne sono state. “Il problema vero è che scarseggiano infermieri e personale medico e queste ordinanze mettono a dura prova il sistema perché i lavoratori delle Rsa stanno tirando da diciotto mesi senza interruzioni. Sembra quasi che il Governo non si renda conto delle difficoltà reali delle Rsa. Nessuno ci chiede come stiamo e di che cosa abbiamo bisogno… Questo è un grande errore di chi poi formula ordinanze che hanno impatti organizzativi pesanti. Ciò è particolarmente vero per le strutture medie e piccole. Speriamo che la variante ci dia tregua perché sennò sarà un inverno da incubo”.

 


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Roberto Grigoletto

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