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03 dicembre 2021

Treviso

Perché il Covid-19 può essere fatale o asintomatico?

Al via il progetto di ricerca di Università di Padova, Fondazione Tes, ospedale di Treviso e Avis Provinciale per migliorare le capacità predittive sulla malattia

| Isabella Loschi |

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ricerca Covid19

TREVISO - Da cosa dipende la risposta del sistema immunitario al Covid-19, ovvero, perché ci sono individui più o meno predisposti a combattere efficacemente l’infezione del nuovo virus? I mesi scorsi hanno evidenziato che la reazione di ciascun paziente è fortemente diversificata e dipende da molti fattori tra i quali età, sesso, patologie pregresse.

Molti studiosi suggeriscono che un fattore determinante sia la cosiddetta “memoria immunologica innata”, ovvero la capacità di difesa naturale di ogni individuo. Conoscere questo meccanismo permetterebbe di migliorare le capacità prognostiche sul decorso di ogni malato e curare tempestivamente i soggetti più a rischio, affrontando dunque con maggior preparazione i prossimi mesi e la recrudescenza dell’infezione che molti studiosi prevedono per il prossimo autunno. Con questi obiettivi è stato avviato un nuovo progetto di ricerca che vede la collaborazione tra il Dipartimento di Scienze del Farmaco e il Dipartimento di Neuroscienze- Sezione di Anatomia Umana Normale dell’Università di Padova, Tes- Fondazione per la Biologia e la Medicina della Rigenerazione e l’Unità Operativa Complessa di Medicina trasfusionale di Treviso.

“Il progetto - spiegano - è finalizzato allo studio di alcune popolazioni di monociti e linfociti NK che, garantendo una protezione aspecifica nei confronti dell’infezione Covid-19, possono essere utili indicatori per identificare una condizione soggettiva di maggiore o minore suscettibilità al virus”. “Lo studio ha come finalità l’identificazione di indicatori prognostici di evoluzione di malattia relativi al virus Covid-19- sottolinea la dottoressa Arianna Veronesi, direttore dell’unità operativa di Medicina Trasfusionale Treviso – Aulss 2 Marca Trevigiana - In relazione ai nuovi biomarcatori ci si augura che si possa comprendere in maniera più approfondita e dettagliata sia l’eziopatogenesi che la progressione di malattia. L’utilizzo di Rhapsody™ System ci permetterà di analizzare campioni biologici “ad hoc” di una popolazione cellulare responsabile dell’immunità naturale innata, esposta al virus e successivamente guarita”.

Per permettere la ricerca, Fondazione Tes ha acquistato un innovativo strumento, il “BD Raphsody™ System”, mentre l’Avis provinciale di Treviso si è impegnata a finanziare i materiali di consumo e Ulss 2 finanzierà una borsa di studio per portare avanti lo studio presso la Medicina Trasfusionale dell’ospedale di Treviso.

“Ricerca e sperimentazione sono il vero investimento di una società. Come Avis Provinciale Treviso insieme a molte realtà del nostro territorio abbiamo deciso da tempo di impegnarci supportando la ricerca scientifica e, con una delibera votata all’unanimità dal consiglio direttivo e dall’assemblea del 2018, è stato istituito a bilancio un fondo che ora verrà devoluto al progetto di ricerca “Rhapsody™”, le parole di Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale. “Sostenendo lo studio promosso della Fondazione Tes, dall’Università di Padova e dall’ospedale di Treviso, l'Avis esprime con un gesto concreto solidarietà e vicinanza alle comunità. Siamo felici e orgogliosi di essere parte di questo progetto scientifico finalizzato a trovare soluzioni efficaci per contrastare una situazione senza precedenti che ha richiesto grandi sforzi al nostro sistema sanitario e ci ha messo a dura prova sotto il profilo emotivo”.

 



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