20 gennaio 2021

Treviso

"Pensare al plurale si può: i nostri ragazzi hanno un cuore grande"

Lo scrittore Enrico Galiano, tra i 110 prof. migliori d'Italia, ospite oggi del Csv di Treviso in occasione della Giornata internazionale del volontariato

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Enrico Galiano

TREVISO - Oggi è la Giornata per pensare all’importanza del Volontariato ma anche per dire grazie ai tanti che lo praticano, negli ambiti più disparati e nelle più diverse forme. Il Csv di Treviso (Centro servizi volontariato), nella cornice del progetto: “Dall’Io al Noi”, ha organizzato in mattinata - come le condizioni richiedono - un partecipato evento webinar al quale ha preso parte lo scrittore professore e videomaker Enrico Galiano.

Classe 1977, originario di Pordenone, insegna in una scuola di periferia. È il creatore della nota webserie Cose da prof, che ha superato i venti milioni di visualizzazioni su Facebook, e promotore del movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it. Tra i suoi romanzi, Eppure cadiamo felici (2017), Tutta la vita che vuoi (2018), Più forte di ogni addio (2019) e L'arte di sbagliare alla grande (2020), tutti editi da Garzanti. Al termine del webinar gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Cosa significa oggi impegnarsi nel volontariato?
E' impegnativa qualsiasi dimensione che richieda apertura all'altro, alle sue esigenze, ai bisogni di qualcuno che non siamo "noi": viviamo in un universo che non è più egocentrico o eliocentrico ma egocentrico. Prima io, poi si vedrà. Chi sceglie di impegnarsi in cose come il volontariato è visto o come un radical chic che si annoia o come qualcuno che lo fa per avere qualcosa in cambio. Per fortuna chi vive in questo mondo sa che non è per nulla così.

È difficile passare “dall’Io al Noi”?
Lo è passare da un modo di pensare individualista a un modo di pensare pluralista collettivo, è difficile fare lavoro di squadra, difficile coordinarsi. Sono tutte cose molto complesse che richiedono pazienza, sudore, concentrazione, spirito di abnegazione ed è per questo che il volontariato richiede un grande cuore.

Nei ragazzi che tu incontra anche a scuola avverte questa tensione a occuparsi degli altri?

Fortunatamente fra i ragazzi ci sono molti di loro e molte di loro che dimostrano fin dalla più tenera età una grande attenzione all'altro e a una grande sensibilità alle tematiche del volontariato, quindi credo di poter dire che forse in futuro le cose miglioreranno.

Come vede e come vive, da insegnante, questo momento della scuola (chiusura, DaD...)
Così come tutti i miei colleghi, cerco di adattarmi a questa nuova condizione e cerco di sfruttare al meglio tutte le possibilità offerte da questo nuovo modo di intendere la scuola. La speranza è che presto si possa tornare a fare scuola in presenza sempre con la coscienza, però, che sarà bene portare con noi le cose che abbiamo imparato durante questo periodo di pandemia.

Ci racconta qualcosa della tua fortunata webserie: “Cose da prof.?”
Sono dei piccoli video che ritraggono situazioni molto quotidiane della vita scolastica in cui io faccio la parte sia del professore che dello studente. "Cose da prof.?" mette in scena quindi situazioni divertenti, battute e situazioni grottesche ed è un modo per mostrare ragazzi e ragazze, ma anche quanto noi insegnanti sappiamo essere autoironici.

 


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Roberto Grigoletto

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