03 agosto 2021

Treviso

Pedopornografia, maxi inchiesta della Polizia: nei guai anche un trevigiano

Complessa operazione della Polizia Postale di Venezia coordinata dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

Polizia postale

VENEZIA - Pedopornografia, maxi inchiesta della Polizia Postale: indagato anche un 23enne trevigiano.

Complessa operazione della Polizia Postale di Venezia coordinata dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, disposta dalla Procura della repubblica presso il Tribunale di Venezia, nell’ambito del contrasto alla pedopornografia online. L'operazione ha portato all’esecuzione di 16 decreti di perquisizione, arresti e a alla denuncia di altrettanti soggetti, tra cui il ragazzo trevigiano, di cui alcuni con precedenti specifici, responsabili di divulgazione, cessione e detenzione di ingente quantità di immagini video e foto pedopornografiche.

L’attività di indagine particolarmente complessa, che ha visto impegnate le unità specializzate della Polizia Postale di Venezia, si è sviluppata con la meticolosa analisi dei dati informatici e delle chat di messaggistica del social KIK e ha portato all'identificazione di 16 utenti italiani che, scambiavano materiale pedopornografico all’interno di tale piattaforma.

La Polizia Postale ha isolato la posizione dei singoli nickname recuperando per ognuno di loro il materiale condiviso ed estrapolando le connessioni IP utili al prosieguo delle indagini.

A quel punto una lunga e capillare attività di indagine fatta di ricerche OSINT ha consentito di dare un nome ai nickname utilizzati in rete dai pedofili portandoli allo scoperto e fuori dall’anonimato della rete.
 
Il più «anziano» del gruppo ha oltre 60 anni, il più giovane 23. Si tratta di impiegati, camerieri, operai.Sequestrati migliaia di file.

Sequestrati anche decine di telefonini e computer, dalla cui perquisizione informatica sono emersi importanti riscontri, sia in ordine al possesso ed allo scambio di materiale pedopornografico, sia in ordine all’appartenenza ai vari gruppi sui social utilizzati per la cessione del predetto materiale.
 

 



Gianandrea Rorato

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