"Pedemontana non non diventi occasione per nuove cementificazioni come Montello Hill"
L'appello della Confcommercio Treviso: "Serve una pianificazione sovracomunale affinché non si generino meccanismi di crescita commerciale sconsiderati attorno ai caselli"
| Isabella Loschi |
MONTEBELLUNA - “L’inaugurazione del tratto Bassano - Montebelluna della Superstrada Pedemontana è stata sicuramente una risorsa allo stato puro per il mondo delle imprese. Ora l’obiettivo è di mantenerla come arteria di sviluppo “sostenibile”, capace di rafforzare l’economia, di modernizzare il territorio, di garantire il rafforzamento delle geografia di collegamenti anche in ottica turistica. Perché il rischio è che si generino meccanismi di crescita commerciale sconsiderati attorno ai caselli, che diventano nuovi poli di attrazione e di traffico”.
Ad intervenire, il giorno dopo l’apertura del nuovo tratto della Superstrada, è Federico Capraro, presidente di Confcommercio Treviso che non esita a ribadire che questa tappa, che apre a nuovi collegamenti, chiede una logica di gestione sovracomunale.
“Chiediamo un cambio di passo a tutti gli attori in campo. Dalle associazioni di categoria alle amministrazioni municipali, ora è il momento dell’impegno. Il livello del consumo di suolo raggiunto, la proliferazione delle strutture commerciali medie e grandi ci obbliga ad alzare la guardia e a chiedere una pianificazione unica regionale, perché gli interventi commerciali importanti non possono essere lasciati in gestione ai singoli comuni.
Il Montello Hill, il più grande centro commerciale del Veneto orientale, coi suoi 25000 metri quadri coperti, è già un primo effetto-casello Pedemontana. Ogni centro commerciale ha un raggio d’azione di 30 chilometri e fa chiudere centinaia esercizi di vicinato, contribuendo a desertificare i piccoli centri urbani”.
“Nel trevigiano - sottolinea Capraro - stiamo scontando 20 anni di mancata programmazione commerciale, decenni di rincorsa alle concessioni edilizie, di caccia ai brand per riempire buchi ed ex contenitori”.
“L’auspicio è che questa grande opera porti sviluppo, nel senso più autentico del termine, inteso come velocità, risparmio di tempo, creazione di reti, collegamenti, opportunità e che non diventi occasione per nuove cementificazioni”.
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