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28 gennaio 2022

Montebelluna

"La Pedemontana Bassano - Montebelluna è troppo cara"

La preoccupazione dell'esponente Dem Zanoni: “Senza esenzioni flussi di traffico sovrastimati e casse pubbliche a rischio”

| Ilaria Frare |

| Ilaria Frare |

pedemontana Bassano-Montebelluna

MONTEBELLUNA -Per salvare un concessionario inadempiente ci rimetteranno in primis i residenti e poi tutti i veneti perché se i flussi di traffico risulteranno realmente sovrastimati sarà un danno gravissimo per le casse pubbliche”. Dichiara Zanoni, che si unisce alle preoccupazioni già espresse della segreteria del PD Vicentino a seguito dell'apertura al traffico di una parte importante del percorso della Pedemontana Veneta il 28 maggio scorso.

Trentacinque chilometri che collegano Bassano a Montebelluna, costano all'automobilista 11 euro andata e ritorno, poco meno di 16 centesimi a chilometro. “In fase di progettazione la Regione aveva previsto un’esenzione totale dal casello più vicino al Comune di residenza per 21 chilometri in entrambe le direzioni per il primi 12 anni, scesa al 50% per i successivi quattro anni e quindi al 25%, con pagamento pieno solo dal ventunesimo anno” ricorda Andrea Zanoni

“Nel 2013 c’era già stata una modifica peggiorativa: addio alla gratuità, ma pedaggio dimezzato per quattordici anni ed esenzione del 25% per ulteriori sei. La terza convenzione, firmata da Zaia, ha stravolto tutto, un vero capolavoro a vantaggio di Sis: la rabbia di chi abita nei Comuni interessati dal tracciato è più che comprensibile. Con tariffe così alte è inevitabile che venga utilizzata di meno”.

L’opera è stata pensata come servizio ai cittadini e alle imprese della fascia pedemontana, ma due grandi ostacoli interferiscono con la piena fruibilità: il pedaggio oneroso ed il mancato completamento delle opere di interconnessione alla viabilità locale principale.

Sulle due questioni si è espressa anche la Corte dei Conti, spiega Zanoni: “Nell’ultima relazione sottolineava una potenziale diminuzione del traffico del 13% rispetto alle stime della Regione, dovuto non solo al caro tariffe, bensì ai tempi di realizzazione delle interconnessioni con le autostrade, l’A4 Venezia-Milano, l’A31 Valdastico e l’A27 Venezia-Belluno, con ripercussioni negative per il passaggio di mezzi pesanti nei centri cittadini come sottolineato da numerosi sindaci, la sospensione di alcune opere complementari e la velocità massima fissata a 110 chilometri orari”.

L’esponente Pd trevigiano quindi conclude: “La Terza convenzione ha spostato il rischio d’impresa sul pubblico, saranno quindi i contribuenti veneti a dover ripianare il buco causato dai minori introiti per i pedaggi, mentre Sis incasserà un cospicuo canone annuo ed è la sola a poter essere davvero contenta, comunque vada”. 

 

 

 

 

 



Ilaria Frare

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