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29 novembre 2022

Italia

Pd, Renzi: su di me tiro al piccione

Alt di D'Alema: aspetti le primarie

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Pd, Renzi: su di me tiro al piccione

ROMA - ''In privato tutti mi dicono: Matteo, stai buono, ti facciamo fare il candidato premier. Stai buono, che poi tocca a te. Insomma: un bambino bizzoso cui si promette la caramella se non piange. Signori, conosco il giochino: i capicorrente romani prediligono lo sport del tiro al piccione. E io sinceramente non ho molta voglia di fare il piccione''. Matteo Renzi va all'attacco dei capicorrente Pd.

''Ho l'impressione che non mi conoscano un granché. Io faccio una battaglia se voglio affermare un'idea, non se devo ambire ad una poltrona. La poltrona al massimo è strumentale alla realizzazione dell'idea, non è il contrario. Sogno un Partito Democratico che cambia per cambiare l'Italia. Per prenderla per mano e portarla nel domani. Il Partito Democratico che vorrei, chiunque ne sarà leader, è un partito aperto (#openpd), coraggioso, che accoglie le persone senza respingerle ai seggi, che ha il coraggio di andare controcorrente e contro le correnti'', sottolinea il sindaco di Firenze.

''Io vorrei un Pd capace di vincere. Il Pd delle correnti non riesce a vincere al massimo può partecipare. Credo che il futuro ci raggiungerà presto e che dobbiamo farci trovare pronti. Quello che faremo, sia che ci candidiamo sia che non ci candidiamo, lo faremo come sempre senza chiedere il permesso ai capicorrente. E senza perdere la freschezza e la serenità di chi crede che la parola leggerezza in politica sia un valore. Il quotidiano discutere delle regole, mentre in Italia la crisi occupazionale continua a mordere, è difficile da accettare per me che sono parte in causa, figuriamoci per un cittadino normale'', avverte Renzi.

Il Pd deve affrontare i problemi degli italiani, non giocare con le alchimie delle regole (che peraltro ci sono già, basta applicarle!)''. ''Ho parlato di questo una sola volta, un mese fa: intervenendo all'iniziativa di Repubblica ho chiesto al 'traghettatore' Epifani di fissare la data del congresso (Guglielmo #fissaladata). Non ho ricevuto per il momento nessuna risposta, ma so che a Roma hanno fatto una commissione. Vorrà dire che noi aspetteremo la fine dei lavori''.

Una sortita a cui le correnti romane (e i capi) si sono dimostrate piuttosto fredde. Rosy Bindi allarga le braccia: "Renzi non vuole fare il piccione? Se mai la colombina...". Sorridendo, l'ex presidente dell'Assemblea del Pd non concede nulla di piu': "Grazie, no", replica a chi le chiede in Transatlantico un commento alle parole del sindaco 'rottamatore'. Bussare alla porta di Pier Luigi Bersani porta ancora meno fortuna: "Per carita', tenetemi fuori dai piccioni", dice cortese l'ex segretario di fronte all'insistenza del cronista. Chissà, forse anche ripensando alla fine che ha fatto il tacchino sul tetto delle primarie. Beppe Fioroni non si sottrae all'ingaggio, ma sempre sul filo dell'ironia: "E' un errore paragonarsi ai piccioni. Sono animali che fanno branco, si muovono sempre assieme, sono una grande famiglia e attecchiscono facilmente. Inoltre, chi li vuole eliminare è punito penalmente".

Ma a gelare il rottamatore ci pensa Massimo D'Alema: "Renzi ha detto tante volte che vuole essere la persona che si candida a guidare il centrosinistra alle prossime elezioni - afferma ai microfoni del Tg1 - . Aspetti le primarie per il leader del centrosinistra e ci consenta adesso di eleggere il segretario del partito: altrimenti rischiamo di logorare un buon candidato e di prendere un cattivo segretario".

A replicare al Rottamatore è anche Nico Stumpo, "il mio serial killer di fiducia" l'ha definito il sindaco di Firenze: "Renzi non faccia la fava - dice - lui ha messo nella commissione regole e in segreteria i suoi uomini. Proprio come un capocorrente".

Mentre l'ex ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca osserva come "ci sono momenti in cui Matteo Renzi sente il bisogno di presentarsi come vittima" mentre "c'è da decidere tutti insieme se le attuali regole previste dallo statuto siano giuste o sbagliate, e se vanno cambiate in corsa. Non avviene in nessuna associazione che il segretario venga eletto da tutti i cittadini e non da chi fa parte dell'associazione stessa. Tuttavia ogni volta che si cambiano le regole in corsa ci si espone a critiche e si rischia di commettere errori".

(Adnkronos)

 



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