25 giugno 2021

Montebelluna

Il Pd di Montebelluna chiede a Banca Intesa i 100 milioni promessi nel 2017

PD:“Grazie a questo tesoretto oltre 20mila famiglie in difficoltà economica avranno un sostegno"

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Il Pd di Montebelluna chiede a Banca Intesa i 100 milioni promessi nel 2017

MONTEBELLUNA – Si al teatro da 5,5 milioni proposto da Banca Intesa alla città di Montebelluna come “cadeau” per riconciliarsi con il territorio ferito dal crac di Veneto Banca ma questo non rende ai risparmiatori quanto hanno perso. Da qui l’istanza del circolo montebellunese del Pd, dopo che ha votato con la maggioranza l’accettazione della proposta. Tant’è che gli attivisti del partito hanno deciso di divulgare una nota affinché non vi siano dubbi sulle loro intenzioni.

 

“Mercoledì è emerso un parere unanime sulla necessità di non dimenticare le conseguenze negative che il caso Veneto Banca ha prodotto sui risparmiatori e nel nostro territorio: la necessità di non trascurare quanto accaduto e di continuare a sostenere i risparmiatori truffati che versano in difficoltà economiche è stata ampiamente condivisa da ambo le parti – Affermano dal Pd -. Per questo motivo, una proposta che noi facciamo è quella di avviare nuovamente un dialogo con Banca Intesa per chiedere che quei 100 milioni che erano stati messi a disposizione al termine di una lunga trattativa instaurata dell’allora governo, e grazie all'impegno di alcuni parlamentari del territorio guidati in particolare dalla montebellunese Laura Puppato, vengano erogati”.

 

“Nello specifico questa somma sarebbe stata prontamente messa a disposizione da Banca Intesa, come documentato da articoli pubblicati in quel periodo e non solo, con già un regolamento elaborato per la loro distribuzione. Grazie a questo tesoretto oltre 20mila famiglie in difficoltà economica avrebbero avuto un sostegno rilevante ottenendo un ristoro pari quasi alla cifra persa. Va specificato che questa somma sarebbe stata messa a disposizione per chi avesse risposto ad alcuni criteri: reddito annuo lordo non superiore a 30mila euro e un patrimonio mobiliare non superiore ai 15mila euro”.

 

Dal circolo montebellunese quindi concludono: “Questo è ciò che anche Carlo Messina ha affermato in un articolo de ‘’La Repubblica’’ il 10 ottobre 2017. Successivamente questo fondo è stato però temporaneamente accantonato. Noi crediamo che ora andrebbe riconsiderato perché potrebbe rappresentare un concreto sostegno per chi è in difficoltà economica. A noi democratici infatti, stanno a cuore primariamente quanti sono stati ingiustamente oggetto di una vera e propria ingiustizia, in primis anziani, disabili e famiglie. Infine ci rendiamo disponibili per contribuire a raggiungere questo obiettivo anche svolgendo un ruolo nell'interlocuzione con la Banca, se necessario”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa
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