26 ottobre 2021

Oderzo Motta

Partono gli scavi archeologici per la rotatoria di San Giovanni

Non è da escludere che durante gli scavi possano essere ritrovati dei reperti del passato

| Gloria Girardini |

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scavi san giovanni

MOTTA DI LIVENZA - Attesa per la rotatoria di San Giovanni a Motta di Livenza, ma prima dei lavori partono gli scavi archeologici. Sono iniziati martedì i sondaggi archeologici necessari per il Comune per ottenere il nulla osta per la progettazione esecutiva in corso della rotatoria di San Giovanni. Un sito delicato, quello in cui sorgerà l’opera attesa da anni dagli abitanti e che metterà in sicurezza uno degli incroci più pericolosi della viabilità mottense. «Un altro passo avanti per la messa in sicurezza dell’incrocio tra via Pordenone, via Gini e via Croce – dice il primo cittadino Alessandro Righi – Salvo imprevisti, la realizzazione della rotonda è prevista per la prima parte del 2021». Ma prima di tutto, vista la particolarità del sito, sono stati resi necessari i lavori di scavo archeologico per verificare la presenza nel terreno di reperti del passato.

 

 

La chiesa di San Giovanni Battista è infatti la più antica chiesa del territorio mottense. Le sue origini risalgono all’anno mille circa, ai tempi della prima diffusione del cristianesimo in terra veneta. Vicino all’edificio religioso sorge il cimitero di Motta che, prima dell’editto napoleonico di Saint Cloud che prevedeva che le tombe fossero disposte fuori dalle mura cittadine, si estendeva fino al confine con la chiesa. Sul muro perimetrale antistante sono infatti tutt’oggi visibili le lapidi funerarie di alcuni uomini illustri dell’epoca. Non è da escludere che durante gli scavi possano essere ritrovati dei reperti del passato.

 



Gloria Girardini

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