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30 gennaio 2023

Castelfranco

Partita la petizione per chiedere lo spostamento delle nuove piscine

I promotori chiedono che il nuovo impianto sia realizzato in un altro luogo. Le opposizioni sostengono la petizione, ma il sindaco Marcon ribadisce la sua linea.

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Rendering del progetto della nuova piscina

CASTELFRANCO – Non accenna a diminuire il dibattito riguardante il nuovo impianto natatorio in città, un’opera dal costo stimato di 13 milioni di euro e che si qualifica come la più importante opera pubblica degli ultimi anni.

È infatti partita da alcuni giorni una petizione on-line per chiedere alla giunta guidata dal sindaco Stefano Marcon di ripensare al luogo dove realizzare la nuova piscina, che tenga conto del delicato tessuto urbano gravitante attorno al palazzetto dello sport, prossima a piazza Giorgione e al castello medievale. .

Oltre all’impatto visivo (si parla di un edificio di 2mila metri quadri alto 10,5 metri), il dito è puntato sull’aspetto viabilistico, in quanto si ipotizza un forte congestionamento delle strade di accesso, e su quello ambientale, per il destino incerto del Parco dei Marinai d’Italia, sacrificato (in tutto o in parte) per le esigenze della nuova piscina. Non da meno infine il fattore economico: alle spese di realizzazione, già ipotizzabili in aumento, data la crescita dei costi dell’energia e delle materie prime, si aggiungeranno poi quelle di gestione, ancora difficilmente quantificabili. .

La proposta è quella di realizzare la nuova opera in un altro luogo, su terreni di proprietà comunale, in modo da non privare Castelfranco della sua piscina per il tempo di costruzione di quella nuova e che quest’ultima sia servita nei migliori dei modi dalla viabilità e dai parcheggi. .

La petizione è supportata da tutti i gruppi di opposizione comunale. Se Castelfranco Merita sottolinea i costi in aumento e la necessità di salvare il parco, Noi la Civica, oltre a suggerire altre zone dove realizzare l’impianto (es. l’ex-foro boario), è pronta a scendere in piazza con i gazebo per informare la cittadinanza delle conseguenze negative dell’attuale progetto. A supporto della petizione anche Punto d’Incontro, che contesta la «superficialità con cui è stato contestualizzato il progetto», senza un reale studio dei flussi di traffico e dei costi di gestione: «rischiamo un grosso debito e ancora maggiori problemi di viabilità e smog».

Il sindaco Marcon, tuttavia, tira dritto. Con un post su Facebook, dove cita Fabrizio De André, il primo cittadino riporta come esempio positivo l’impianto natatorio di Bressanone, realizzato anch’esso in centro città. Difende poi le scelte prese in passato e osteggiate dalla minoranza comunale, dall’ospedale («oggi vedo in ospedale che cresce») alla nuova sede del Conservatorio Steffani. Infine lancia una stoccata alle precedenti amministrazioni (velato – ma non troppo – riferimento alle giunte guidate da Maria Gomierato), accusate di aver previsto un Piano regolatore scriteriato, «con una Cittadella dello sport da 240mila metri quadrati insostenibile economicamente e ambientalmente».

 


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Leonardo Sernagiotto

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