29 settembre 2020

Vittorio Veneto

"Partigiani titini infami e assassini": lo striscione di CasaPound a Vittorio Veneto. L'Anpi: "Denunceremo alle forze dell'ordine"

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VITTORIO VENETO - “Partigiani titini infami e assassini”: è lo striscione di CasaPound comparso a Vittorio Veneto, nella notte tra il nove e il dieci febbraio. Il manifesto è stato affisso ad una cancellata vicino a Piazza del Popolo, in pieno centro.

 

Una data non casuale, visto che oggi, 10 febbraio, è il Giorno del Ricordo, nel quale si commemorano le vittime delle foibe. Sulla questione è intervenuto l’Anpi di Vittorio Veneto, attraverso una nota firmata dalla presidente Chiara Marangon.

 

“In relazione alla Giornata del Ricordo, facciamo presente che in diverse occasioni, negli anni passati, abbiamo affrontato l 'argomento delle foibe e dell'esodo istriano, a dimostrazione che l’Anpi non è reticente, anzi. Ne è la conferma il convegno promosso dalla segreteria nazionale lo scorso 4 febbraio presso la Biblioteca del Senato”, si legge nella nota. L’Anpi ha parlato inoltre del “rischio che anche nella nostra città si crei un clima di intolleranza e odio contro la pacifica convivenza civile”.

 

“Da parte nostra, denunceremo alle forze dell'ordine l'episodio”, annuncia l’Anpi.

 

“Seminare odio e intolleranza è un tratto caratteristico di alcune forze che si dicono politiche. Una semina vile che si fa la notte, lontano dalla luce del sole. Quella luce sotto la quale agiscono invece le forze democratiche - questo il commento del segretario generale della Cgil di Treviso, Mauro Visentin, a proposito dello striscione -. Il Giorno del Ricordo è una data importante. I morti vanno onorati preservandone la memoria e condannando i carnefici e il pensiero totalitario che li ha armati. Facciamo coro all’AnpiI nel ribadire l’importanza di affrontare senza reticenza la nostra storia. Ma c’è modo e modo per ricordare, quello dell’insegnamento e quello dell’odio. Quest’ultimo è lungi dal nostro modo di essere, di vivere, di pensare e di agire. Per questo facciamo nostra la preoccupazione che i semi dell’intolleranza possano attecchire nel nostro territorio e, come Cgil, saremo sempre presidio di democrazia e libertà”.

 


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