31 maggio 2020

Conegliano

Parte la stagione teatrale all'Accademia

intervista al direttore artistico Giorgio Fabris

| Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti |

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Parte la stagione teatrale all'Accademia

CONEGLIANO - Sta per iniziare la stagione al Teatro Accademia, l'edificio storico progettato dell’architetto Andrea Scala, ultimato nel 1868, e realizzato in quanto il vecchio Teatro Concordia, in Contrada Borghetto (attuale via Teatro Vecchio) non risultava idoneo a soddisfare le richieste.

L'inaugurazione avvenne il 5 settembre 1869 con “Il Conte Ory” di Gioacchino Rossini.

Nel 1931 l'Accademia venne acquistata dalla famiglia Fabris. Dal 1937 vennero effettuati diversi interventi ristrutturativi con aumento della capienza originaria.

Dal 1946 ha mantenuto sempre viva la funzione di teatro sociale affiancata da attività cinematografica.

La società proprietaria del Teatro Accademia, l’ACCADEMIA S.r.l. ha recentemente portato a termine una importante opera di ristrutturazione del Teatro stesso, decidendo così di avviare una radicale trasformazione del progetto di gestione di questo prestigioso edificio, monumento storico e culturale della Città di Conegliano.

 

Il sindaco Floriano Zambon, nel presentare il programma di quest'anno, ha sottolineato: "Il Cartellone offre 14 spettacoli, ciascuno dei quali risponde al compito di esprimere la nostra epoca, i tempi attuali, la cultura del presente, il progressoche sono i vessilli della modernità, in un clima di leggerezza e di allegria".

Si alterneranno sul palcoscenico attori nazionali di grido, a partire dal 31 ottobre, tra i quali Paolo Villaggio, Renato Pozzetto, Vittorio Sgarbi, Sabina Guzzanti, Natalino Balasso, Enzo Iacchetti, Marco Paolini, Alessandro Preziosi, Ricky  Tognazzi, Massimo Dapporto, Tullio Solenghi e Alessandro Bergonzoni.

Della stagione abbiamo parlato con Giorgio Fabris, direttore artistico dal 1975.

 La Stagione 2015-16 è la 90ma della storia, dalla fondazione del Teatro: quando è iniziata l'avventura? In quale clima culturale?

L’avventura è cominciata nell'800 e paragonare il clima culturale di allora con quello di oggi occuperebbe una intera biblioteca. Ma ogni studente è consapevole della differenza culturale tra l'800 e il 2.000, presumo. Posso dire che allora l'unico spettacolo era quello offerto dal Teatro, dal Circo Equestre, dal Cabaret e dai Carri di Tespi (Vedere la voce su GOOGLE). Ecco, tanto per dire, non c'era la Televisione.

 

  Quali sono stati i cambiamenti più significativi?

 I cambiamenti più significativi non sono quelli avvenuti sulla scena (Shakespeare, Pirandello e Moliere, ma anche Feydeau e Plauto son sempre lì) ma quelli in platea: solo una piccola parte della popolazione di una città andava a teatro, nell'Ottocento. La grandissima maggioranza si accontentava delle esibizioni nelle fiere di saltimbanchi e mangiafuoco, Il teatro era un fenomeno élitario e lo è restato più o meno sino a dopo la seconda Guerra Mondiale; senza mai tuttavia diventare davvero popolare nel pieno significato del termine, sostituito dalla televisione sui cui schermi però raramente appaiono spettacoli che possano essere definiti "Teatro". Tuttavia suggerirei ai ragazzi delle Superiori di dare un' occhiata alla Storia del Teatro di Silvio D’Amico, un "bigniamino" geniale, la cui lettura gioverebbe anche agli Insegnanti.

 

 Qual è oppure quali sono gli aspetti più importanti di questa Stagione? Presenta il filo conduttore del calendario...

L'aspetto più importante di questa Stagione è l'accento posto sul concetto di Modernità, intesa come "la sfuggevole ed effimera esperienza della vita che solo l'arte ha la capacità di catturare" (Beaudelaire). La scelta degli spettacoli di questa Stagione è ispirata da questo concetto. Si tratta di 14 piéces, ciascuna della quali risponde al compito di esprimere la nostra epoca e i tempi attuali.

 Chi sono gli spettatori abituali? In che modo vengono colti gli umori e le reazioni?

 Gli spettatori abituali appartengono alla borghesia medio-alta della Città e della Provincia, senza distinzione di orientamenti politici, culturali e tanto meno ideologici.

Una "classe" non etichettabile che, devo dire per acquisita esperienza, rappresenta una punta d'eccezione nel Veneto, portando la Città di Conegliano in cima alle statistiche sotto questo profilo.

Il Teatro Accademia ha la fortuna di aver trovato in Conegliano un terreno fertile, che ha consentito una sorta di simbiosi, un circuito virtuoso tra offerta e domanda di cultura e divertimento alto. Da 146 anni l'Accademia nutre e si nutre a sua volta di questo fenomeno sociologico, che continua a prosperare nel tempo.

 

 Il decreto sulla buona scuola apre a nuovi potenziali fruitori ossia il mondo dei docenti... a cui viene assegnato il bonus di € 500,00 annuali... stai sviluppando una campagna abbonamenti su questo versante?

E' ovvio che io mi auguri che i Docenti delle Superiori impieghino una parte di questo bonus per portare a teatro i loro allievi.

Prenderò contatto con le scuole per organizzare spettacoli mirati.

 

Nella tua lunga carriera ti sei imbattuto in alcuni personaggi "nazionali" come sono visti da vicino rispetto all'alone e ai connotati che si possono cogliere leggendo i media?

Questa domanda apre una questione sul mondo degli attori. Dobbiamo partire dal principio che un attore e una attrice sono SEMPRE attori e attrici, ovunque si trovino e con chiunque si incontrino.

Non è accanimento dei media ritrarli sempre in primo piano e inseguirli per le terre con microfoni, telecamere e taccuini. Vederli da vicino, frequentarli fuori del palcoscenico accentua, non modifica, questo aspetto della loro antropologia. Si chiama narcisismo e ego: aspetti che fanno parte costitutiva del loro essere attori.

Se entri nel loro camerino dopo lo spettacolo puoi avere l'illusione che si rivolgano a te che sei in visita come ad un amico, una persona con cui hanno avuto annosa dimestichezza e tu uscendo potrai pensare ma guarda come è alla mano, non sembra affatto un attore. La verità è che si tratta di un bravo attore: ti darà sempre una visione della realtà migliore (e nei casi di eccellenza più vera) della realtà stessa e tu gli sarai grato, in cuor tuo, per questo.

 



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