26 settembre 2021

Treviso

Parrucchieri e baristi chiusi un altro mese:"Devastante per tutti i servizi alla persona"

Casartigiani Treviso: "Incomprensibile,i saloni sono luoghi sicuri, molto più di altre attività oggi aperte"

| Isabella Loschi |

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parrucchiera

TREVISO - Parrucchieri ed estetisti, ma anche baristi e pasticceri, chiusi per un altro mese. Se gli addetti del settore dei servizi alla persona nei giorni scorsi hanno sperato nella possibilità di riaprire dopo Pasqua, le parole del premier Mario Draghi hanno cancellato ogni speranza.

Non capiamo come si possa decidere di riaprire le scuole, ma non attività come quella dei parrucchieri ed estetisti che quest’anno hanno fatto molti sacrifici per riuscire a lavorare in sicurezza. Lo stesso vale per bar e pasticcerie. I servizi alla persona sono trattati come attività di serie B”, dichiarano Salvatore D’Aliberti, direttore di Casartigiani Treviso e Vincenzo Dal Zilio rappresentante della categoria parrucchieri ed estetisti che hanno scritto a tutti i parlamentari trevigiani, al presidente della provincia Stefano Marcon e al sindaco di Treviso Mario Conte chiedendo che “le attività relative ad acconciatori, barbieri, estetiste, ed altri servizi alla persona possano essere ricomprese tra quelle ritenute indispensabili per la popolazione e quindi possano tornare ad essere aperte anche in zona rossa”.

 La chiusura di queste attività, evidenzia Dal Zilio sta anche “favorendo in maniera indiscriminata il lavoro porta a porta da parte di operatori abusivi elevando il rischio contagio, e questo indebolisce ulteriormente le attività regolari che stanno rispettando tutte le norme”, sono le parole di Vincenzo Dal Zilio.

“Un altro mese di chiusura minerà la sopravvivenza di molte aziende per la scarsità dei sostegni. I negozi in cui si svolge attività di servizi alla persona, estetiste, tatuatori e trattamenti delle unghie sono stati adeguati secondo le normative di contenimento della pandemia; le procedure di lavoro sono state adattate alle dimensioni dei locali, con ricevimento esclusivamente su appuntamento della clientela, e con tracciabilità di orari nei sistemi gestionali delle aziende. Quest’anno il personale è stato formato per rispettare i protocolli covid, i negozi sono stati messi in sicurezza. Eppure dobbiamo rimanere chiusi”.

 


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Isabella Loschi

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