15 agosto 2020

Montebelluna

Parco Manin: il degrado non si ferma

La rabbia di chi da anni si adopera per tutelare il parco ma senza ottenere risultati

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Parco Manin

MONTEBELLUNA – La riapertura del Parco Manin dopo il lockdown ha messo in luce problemi che molti lamentano da anni, da qui il recente sfogo di Emiliano Guerra, stanco di adoperarsi per il decoro del cuore verde di Montebelluna costantemente preso di mira da balordi e vandali. Emiliano è una figura autorevole della vita cittadina, referente del Controllo di vicinato, ma anche volontario instancabile che da anni si occupa di ripulire il Parco Manin e non solo, pur di garantirne il decoro e la fruibilità. Il tono non è quello della polemica o delle protesta piuttosto dell'esasperazione di vedere un luogo così importante ancora violato: situazione sotto gli occhi di tutti.

“Stamattina siamo tornati a ripulire Parco Manin dopo mesi di lockdown (ultima pulizia 15 febbraio scorso). Qualcuno mi fa: "che posto è questo?" – esordisce Guerra -. È un posto dove ognuno può fare ciò che vuole, perché non c'è controllo, sanzione, giustizia. È un posto dove potersi ubriacare e spacciare alla luce del sole. È un posto dove per veder pulito un angolo o delle aree bisogna scrivere ai giornali o aspettare i volontari, perché Contarina dorme. È un posto dove il decoro non dipende mai dall'assessore, che ogni tanto si sveglia e dice sempre che va tutto bene. È un posto ricco di promesse, che rimbalzano ad arte tra gli amministratori. È un posto dove il futuro sarà come questo cestino: pieno di inutili fallimenti”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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