28 febbraio 2021

Mogliano

Parco della biodiversità a Mogliano, siamo al punto di svolta?

La raccolta firme continua a salire e intanto arrivano segnali dall’Amministrazione Comunale che fanno ben sperare

| Manuel Trevisan |

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| Manuel Trevisan |

La petizione indetta dal Comitato a difesa delle ex cave di Marocco per la creazione del parco della biodiversità

MOGLIANO – La partecipazione della cittadinanza alla petizione indetta dal Comitato a difesa delle ex cave di Marocco per la creazione del parco della biodiversità alle cave senili di Marocco, cresce sempre più: solo un mese fa si erano raggiunte 4.000 firme e fra non molto si arriverà a quota 5.000.

Un traguardo fondamentale che potrebbe segnare il punto di svolta nella battaglia che il Comitato porta avanti da quasi 17 anni.

L’obiettivo finale è quello di salvaguardare l’area, la cui proprietà è del noto imprenditore Massimo Colomban, rendendola in parte pubblica, in quanto si tratta di un “polmone verde”, un ambiente naturale in cui non solo vivono specie animali di grande pregio, alcune salvaguardate da direttive europee come la rana di lataste, ma è anche luogo di nidificazione stabile di diversi uccelli.

Le Amministrazioni che si sono succedute hanno sempre appoggiato la volontà di difendere un’area così unica del nostro territorio, bloccando e riducendo l’edificabilità della stessa, ma mai con azioni concrete volte a creare il parco della biodiversità al quale gli attivisti auspicano.

“L’Amministrazione Bortolatospiega Roberto Masiero, componente del Comitato – potrebbe essere una svolta sulla questione, perché si sta cercando un compromesso tra ciò che chiediamo noi e ciò che chiede la proprietà; la soluzione alla quale l'Amministrazione sta pensando, anche se il Comitato ne chiederebbe una meno invasiva, è un’area edificabile per 48 mila metri cubi lontana da quello che vogliamo diventi l’area pubblica del parco della biodiversità.  Essendo un’area preziosa va tutelata e per questo il nostro obiettivo è tendere alla minor edificabilità possibile. Per ora non si è ancora parlato di protezione europea ma di una zona con caratteristiche di biotopo, ovvero un riconoscimento che non ha tutela formale da parte della legge. Soluzione, quest’ultima, che nonostante non sarebbe garantista come nel primo caso, sarebbe di più immediata realizzazione. (per approfondire clicca qui). Questo comunque è già un bel passo avanti”.

Un’altra cosa che il Comitato a difesa delle ex cave di Marocco mette in luce è il fatto che il Comune disponga di una sua proprietà a Nord del parco, nell’area ex marchesi, che potrebbe diventare l’entrata di questo auspicabile parco della biodiversità.

“Per rendere tutto concreto e capire se c’è la reale intenzione, questa volta, di andare fino in fondo – continua Masiero – vogliamo presentare la petizione in occasione del piano degli interventi del Comune, per chiedere di cominciare a definire ciò che potrebbe essere l’area del parco della biodiversità e iniziare a realizzare l’entrata a Nord.

L’adesione di quasi 5.000 persone a fronte delle 2.000 della petizione del 2004 è segno di una maggior consapevolezza ambientale dei concittadini e può essere la chiave di volta affinché l’Amministrazione capisca quanto sia fondamentale mantenere un’area verde, dalle caratteristiche preziose, in mezzo alla cementificazione urbana.”

Per sostenere il progetto e avere informazioni sulle caratteristiche dell’ambiente delle Cave di Marocco, visita il sito.

 


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