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01 luglio 2022

Treviso

Paolo Borsellino, vittima di mafia come l’omonimo magistrato: a 30 anni dalla sua morte non c’è ancora un colpevole

EDITORIALE - Pasquale Borsellino, il figlio del magistrato, (che da tempo risiede nella Marca) ricorda questa vittima di mafia dimenticata dalle cronache e dalla giustizia

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

mafia

EDITORIALE – Tutti noi abbiamo una frase che ci è cara, un’espressione che in qualche modo ci rappresenta. Nel tempo mi sono resa conto che tra le tante cose che dico o che scrivo c’è una costante, soprattutto quando tocco temi che sono nelle mie corde ed è: “Il silenzio è sempre complice”. Il silenzio di chi riconosce il male e non fa nulla per cambiare le cose; il silenzio di chi sceglie di voltare lo sguardo da un’altra parte davanti ad un’ingiustizia; il silenzio di chi non ha la dignità di dire ciò che veramente pensa.

Oggi ho ripensato a questa frase leggendo un post nella pagina Facebook di Pasquale Borsellino, figlio di Paolo il magistrato vittima di un agguato di mafia, con la sua scorta, il 19 luglio 1992 a Palermo. Uno scritto intenso pubblicato il 21 aprile in occasione di una ricorrenza tragica, l’uccisione di un altro Paolo Borsellino, meno noto, perché non era che un giovane imprenditore di cui oramai le cronache da tempo non fanno più menzione ma anche lui, come l’omonimo magistrato, venne assassinato perché scelse di non chinare il capo davanti alla mafia.

Oggi, contrariamente a quella che è la mia consuetudine, non mi dilungherò perché ho scelto di riproporre ai lettori di OggiTreviso il post integrale di Pasquale Borsellino che ringrazio pubblicamene per le sue parole e per averci risvegliato la memoria e la coscienza. Grazie!


Caro Paolo,
con oggi sono passati 30 anni da quando, con una lupara a canne mozze sparandoti sul petto, un essere inumano ha spento la tua vita.

Una vita piena di progetti e sogni con una moglie e due bambini piccolissimi ancora da crescere. Tutto questo perché non hai lasciato che si appropriassero del sogno che stavi costruendo e realizzando. A chi interessa dopo 30 anni la tua morte? Sicuramente ai tuoi figli che sono cresciuti senza di te, e a tutti noi familiari a cui sei mancato e manchi tantissimo. Sarebbe stato bello condividere gioie e dolori delle nostre vite.

A tutto il resto del mondo cosa importa?

-ai magistrati corrotti*
-ai prefetti corrotti e collusi*
-alle forze dell’ordine “sonnecchianti”*
-ai dirigenti della pubblica amministrazione corrotti*
-ai politici corrotti*
-ai cittadini di questo paese “dormienti”*

*non si sentano offese tutte quelle persone meravigliose che ho conosciuto che appartengono a queste categorie e ogni giorno lottano e con forza e coraggio assolvendo ai loro gravosi compiti per realizzare il bene collettivo.

NULLA

Ma la cosa più grave del tuo omicidio è che l’assoluta mancanza di VERITA’ E GIUSTIZIA E’ UN FATTO PRIVATO DELLA FAMIGLIA E NON IMPORTA E NESSUN ALTRO.

Peccato! Perché è dalle vittime della mafia e della criminalità che bisognava ripartire per costruire una società e un paese più equo e giusto: dalle vittime delle mafie bisognava ripartire per ri-fondare la società su valori come: legalità, pulizia, equità, rigore morale e giustizia. L’assoluta mancanza di verità e giustizia per oltre mille vittime delle mafie è una spina nelle coscienze di questo paese che riguarda tutti: “per quanto vi crediate a assolti siete per sempre coinvolti”. Perseguire i mandanti, gli autori e gli interessi dietro gli omicidi delle vittime della mafie avrebbe assolto al primo compito di uno stato (con al s minuscola) che vuole dare l’esempio ed avere cittadini corretti e civili.

Caro Paolo, non mi aspetto più verità e giustizia da uno stato che continua a tollerare tutto quello che accade in questo paese: le mafie e le criminalità organizzate sempre più forti e avvinghiate alle istituzioni e una coscienza generale anestetizzata.

Trovare la verità e fare giustizia del tuo assassinio (e quello di papà dopo 8 mesi), insieme a tutti gli altri (più di 1000) poteva rappresentare il punto di svolta per questo paese per lasciare ai nostri figli un mondo più equo e giusto: invece stiamo regredendo verso forme di barbarie sempre più involute.

Solo le nuove generazioni saranno in grado di mettere fine a questo schifo! Negli occhi dei ragazzi e delle nelle ragazze che incontro nelle scuole vedo tanta energia e pulizia, resto quindi fiducioso non nella nostra generazione ma nelle nuove generazioni che prenderanno in mano il loro destino per migliorare il mondo in cui vivono.

Caro Paolo spero di scriverti tra 20 anni per darti notizie migliori.

Ps prego astenersi da solidarietà “epidemiche e frettolose”: non ci interessano messaggini con cuori e baci; se proprio volete onorare le vittime innocenti delle mafie attivatevi! Guadatevi intorno e vi accorgerete che c’è tanta sofferenza e ingiustizia, tendete la mano e prendete la posizione dei più deboli sarete sempre dalla parte giusta. Guardatevi intorno e incominciate a pensare che tutto quello che accade a chi vi è prossimo VI RIGUARDA COME SE ACCADESSE A VOI.

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
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