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Paolini-Samsonova da record, giocano a tennis a 3.466 metri, superati Federer-Vonn.

| AdnKronos |

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Paolini-Samsonova da record, giocano a tennis a 3.466 metri, superati Federer-Vonn.

Roma, 25 ott. (Adnkronos) - "Ciao Roger!". Jasmine Paolini e Liudmila Samsonova devono ancora fare l'esordio al Courmayeur Ladies Open - Cassina Trophy (235.238$, Mapei indoor), ma per loro comunque vada - resterà una settimana indimenticabile, in cui hanno vissuto una delle esperienze più belle della vita. Rivolgendosi a telecamere e macchine fotografiche che le hanno accompagnate fino a Punta Helbronner, hanno salutato Roger Federer perché... gli hanno rubato almeno uno dei tanti record! Potranno raccontare di aver effettuato il palleggio più alto nella storia del tennis, a 3.466 metri. La sensazionale quota dove la toscana e la russa si sono sfidate a suon di tocchi e smorzate a suggellare una mattinata fantastica, resa possibile da Skyway, la funivia che da Courmayeur porta nel punto più alto raggiungibile, di fronte alla maestosa vetta del Monte Bianco.

Sin dal raduno, a valle, c'era aria di grande festa. Una volta salite in funivia, le giocatrici (accompagnate dai rispettivi staff) hanno riempito di domande gli addetti, chiedendo informazioni e curiosità sulle montagne che le circondavano. Una volta arrivate a metà strada (c'è una destinazione intermedia), hanno tardato la salita verso Punta Helbronner per scattare il maggior numero di fotografie possibili. La Paolini era entusiasta, ma la Samsonova, di più, sembrava davvero... al settimo cielo! Una volta arrivate ai fatidici 3.466 metri (12 in più rispetto a Federer-Vonn del 2014), le due sono rimaste a bocca aperta. Nonostante fosse abbondantemente coperta, la Samsonova ha sofferto il freddo più della sua amica-rivale, mentre la Paolini ha patito in misura maggiore la rarefazione dell'aria, elevatissima a quelle quote, al punto da scherzare quando c'era da salire una scala. In effetti risiede a Lucca, sul livello del mare...

Anche i turisti presenti hanno seguito con curiosità l'evento, arbitrato dal giudice di sedia WTA Andrea Mangione. Il "match" non ha avuto una vincitrice, ma le due si sono impegnate come se fosse una partita vera, cercando di vincere più punti possibili e di mettere in difficoltà l'avversaria. Jasmine e Liudmila sarebbero rimaste ben volentieri, ma per ragioni di salute e sicurezza la permanenza doveva essere piuttosto breve, vista la notevole rarefazione dell'aria.

 



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