15 gennaio 2021

Castelfranco

La pandemia spegne il mondo culturale e dell'intrattenimento a Castelfranco e dintorni

Il recente DPCM ha costretto alla chiusura musei, biblioteche e iniziative pubbliche. Tuttavia, c'è chi sa scorgere aspetti positivi

| Leonardo Sernagiotto |

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La pandemia spegne il mondo culturale e dell'intrattenimento a Castelfranco e dintorni

CASTELFRANCO - L’aggravarsi dell’emergenza Covid e le chiusure imposte dal Governo hanno di fatto spento le iniziative culturali e di intrattenimento di tutta Italia, Castellana compresa. È notizia di ieri la decisione del Comune di Castelfranco di annullare l’edizione 2020-2021 di “Natale sotto le Mura”, revocando di conseguenza l’assegnazione delle venticinque casette natalizie in disponibilità del Comune. Castelfranco dunque segue l’esempio dei famosi mercatini trentini e sudtirolesi, i quali avevano decretato lo stop due settimane fa.

Anche la cultura deve arrendersi di fronte all’avanzata del virus. Biblioteca comunale e museo Casa Giorgione hanno dovuto chiudere i battenti, almeno fino al 3 dicembre, affiancandosi in questo modo al Teatro accademico e al cinema Hesperia, che avevano già abbassato le serrande dieci giorni fa.

Il mondo culturale soffre pesantemente in tutto il territorio limitrofo: chiudono infatti Villa Emo a Fanzolo (che comunque proseguirà settimanalmente su Facebook i racconti #pilloledistoriadiVillaEmo), così come l’intero complesso monumentale di Asolo, formato da Museo civico, Torre civica e Rocca. Anche il Museo Multimediale dell'Antica Pieve di San Zenone degli Ezzelini, da poco aperto il pubblico, dovrà aspettare tempi migliori per riaprire le porte ai visitatori.

In questo periodo oscuro per la cultura, che sta provocando perdite per oltre il 90% degli introiti dei musei, Moira Mascotto, direttore del Museo Gypsoteca di Possagno, altro ente costretto alla chiusura, ha voluto tuttavia lanciare un messaggio positivo: «Trasformiamo questa pausa forzata in un momento di “crisi” come la intendevano gli antichi greci, che porti con sé riflessione, valutazione, discernimento e si trasformi in un presupposto necessario per migliorare e in qualche modo rinascere. Ecco che il Museo chiude al pubblico, ma continua a lavorare».

 


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