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27 gennaio 2022

Treviso

In pandemia sale anche la curva della dispersione scolastica

Un altro problema che il Covid ci lascerà in eredità da gestire, nei prossimi anni. Con un numero di casi elevato e preoccupante.

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Studenti a rischio dispersione scolastica

TREVISO - Dicono gli esperti che nella fase acuta della pandemia (quella del lockdown) non a risalire non è stata soltanto la curva dei contagi. Con la DaD è andata piuttosto in alto anche quella della dispersione scolastica. Un problema che c’è sempre stato naturalmente ma che il Covid ci lascerà in eredità da gestire, nei prossimi anni, con dimensioni da far preoccupare. “Per dispersione scolastica si intende quel fenomeno che comporta una interruzione prima del conseguimento del titolo di studio terminale nel percorso scolastico dei ragazzi’’ - spiega lo psicologo Andrea Vettorato, esperto di orientamento scolastico

Quali le cause principali?

Molteplici i fattori che possono influire sull’insuccesso scolastico: di tipo sociale e di tipo personale. Le problematiche sono legate al rapporto scuola-famiglia, all’offerta culturale del territorio, ai vissuti emotivi personali o al gradimento dell’attività.

E la “dispersione”, in quale momento avviene?

La dispersione è causata si verifica quando gli studenti non riescono a dispiegare pienamente il loro potenziale di apprendimento, soddisfacendo i propri bisogni formativi.

Si può prevenire?

Con l’attività di orientamento può avere un ruolo estremamente rilevante nel prevenire l’insoddisfazione dei propri bisogni formativi e quindi quelle difficoltà che si creano nel momento in cui l’allievo si trova a frequentare un percorso di studi non adatto alle sue capacità e alle sue propensioni. Risulta evidente il carattere di prevenzione che l’orientamento può assumere, rispetto a fenomeni quali la dispersione scolastica, l’insuccesso e la frustrazione che ne deriva.

Orientamento non solo scolastico ma più generale, è così?

L’orientamento si può tradurre anche come un incipiente e continuo percorso di conoscenza e scoperta di sé stessi, del proprio carattere, delle proprie abilità, delle proprie aspettative e speranze per il futuro. Oltre a ciò l’orientamento può aiutare a far luce sulle proprie attitudini, interessi, metodi di studio… insomma i propri punti di forza e i propri punti deboli.

Ai ragazzi che invece sembra abbiano deciso a puntare sullo studio per costituire il proprio futuro, che cosa consiglia?

Un modo per contrastare questo fenomeno rimane sempre l’importanza del “recupero della serenità, della motivazione e del sentire l’apprendimento come esperienza vitale’’. Il fondamentale supporto del ri-orientamento è necessario proprio per indirizzare gli allievi su percorsi alternativi rispetto a quelli scelti in un primo momento, al fine di evitare fenomeni quali: non essere ammessi all’anno successivo, ritirarsi da scuola prima della fine, abbandoni non formali.

 


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Roberto Grigoletto

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