07 aprile 2020

Esteri

Pakistan, Consiglio islamico: 'Picchiare delicatamente' la moglie non è violenza

| commenti |

| commenti |

Pakistan, Consiglio islamico: 'Picchiare delicatamente' la moglie non è violenza

'Picchiare in modo delicato'' la propria moglie non rappresenta una ''violenza''. E' quanto ha sostenuto il presidente pakistano del Consiglio di ideologia islamica (Cii), Mualana Muhammad Khan Sherani, precisando che la ''violenza'' non è ammessa dalla religione, ma ''picchiare delicatamente non rappresenta violenza''. Nel corso di una conferenza stampa a Islamabad, il religioso ha detto che ''tutti condannano la violenza. Le persone devono essere educate a stare lontano dalla violenza'', affermando che sia gli uomini, sia le donne devono evitare di infliggere violenza fisica ad altri. Quello che è lecito, ha detto, è ''picchiare in modo delicato''.

''Se tu vuoi che lei (una moglie, ndr) modifichi i suoi comportamenti, prima glielo devi dire a parole'', ha detto Maulana Sherani nel corso di un'intervista a The Express Tribune. ''Se lei si rifiuta, allora bisogna smetterla di parlarle. Se poi rifiuta di essere conforme, bisogna smetterla di condividere il letto con lei. E se le cose non cambiano, bisogna diventare più severi'', ha sostenuto. Nel dettaglio, Maulana Sherani ha detto che è lecito ''colpirla con qualcosa di leggero, come un fazzoletto, un cappello o un turbante, ma non va colpita sul volto o sulle parti intime. E non bisogna causare alcun danno fisico o graffi. Vanno usate cose leggere, nulla di serio''.

Sottolineando che ''i padri o i mariti non hanno il permesso di provocare danni fisici alle loro figlie o alle loro mogli'' e che ''devono evitare qualsiasi tipo di ferita fisica'', secondo Mualana Sherani però ''i mariti hanno alcuni diritti per il beneficio collettivo della società'', allo stesso modo in cui ''i governi seguono la politica dei premi e delle punizioni per il bene collettivo di tutti''.

Il presidente del Consiglio di ideologia islamica ha poi condannato l'ingresso delle donne nelle forze armate, affermando che non possono essere impiegate in ''azioni di difesa'' e che l'addestramento professionale nel campo dei servizi di sicurezza non può essere fatto da istruttori di sesso maschile.

 

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×