02 giugno 2020

Treviso

PAESE NON SI COSTITUISCE PARTE CIVILE CONTRO FAHD BOUICHOU

"Il rischio che la domanda fosse respinta era troppo alto"

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PAESE NON SI COSTITUISCE PARTE CIVILE CONTRO FAHD BOUICHOU

Paese - Il Comune non si costituirà parte civile nel processo contro Fahd Bouichou (nella foto), ma garantirà un contributo per sostenere anche economicamente la famiglia Leder.

Il rischio che la domanda fosse respinta era troppo alto, per questo la giunta Pietrobon ha scelto di dare direttamente alla famiglia almeno l'equivalente delle spese legali non affrontate.

L'aiuto ammonterebbe a qualche decina di migliaia di euro, anche se sulle cifre c'è il massimo riserbo. La decisione è stata benedetta dalla Provincia, mentre la Regione sta già pensando a un Fondo per le famiglie colpite da simili delitti che, oltre alla perdita dei propri cari, sono poi costrette a fare i conti con le alte spese processuali.

“Non ci sono i presupposti legali per costituirsi parte civile - spiega il sindaco Pietrobon - così, d'accordo con la famiglia e oltre alla vicinanza morale, abbiamo scelto di dare un aiuto tangibile”.

In questo modo la Giunta risponde all'interpellanza dell'opposizione, discussa ieri sera in consiglio, in cui si chiedeva al Comune di entrare nel processo contro Fahd Bouichou.

“E non sarebbe neppure conveniente costituirsi parte civile - chiarisce Franco Bernardi, capogruppo dell'Udc e avvocato di fiducia dell'amministrazione - dato che una sentenza favorevole sarebbe addirittura inutile vista l'insolvibilità di Fahd Bouichou: non si riuscirebbe mai a monetizzare il danno”.

Nei prossimi giorni il giovane marocchino dovrà rispondere in Corte d'assise all'accusa di aver ucciso l'ex compagna Elisabetta Leder, di 35 anni, e la figlioletta Arianna, di nemmeno due anni, trovate il 24 febbraio scorso senza vita e con un taglio alla gola in un appartamento di via Cal Morganella (nella foto sotto) a Castagnole.

“Oltre alle persone che non ci sono più, simili delitti poi ti costringono anche a sostenere spese immani - spiega Alessandro Leder, fratello di Elisabetta - la politica ci è stata vicina, ma non è giusto che manchi un supporto statale per questa necessità”.

E ora tutti invocano almeno una condanna esemplare. “Serve certezza della pena”, ribadisce Muraro. “Basta con la ricerca di attenuanti”, chiede il consigliere regionale della Lega, Federico Caner. “La pena deve essere ferrea - chiude il sindaco Pietrobon - per certe cose bisogna dar la galera e buttar via la chiave”.

Mauro Favaro

Foto Balanza

 

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