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16 agosto 2022

Cronaca

Padova, "Siamo lo Zero da cui ripartire, il futuro è nostro". Scendono in piazza gli studenti padovani

Uno zero davanti al volto, a simboleggiare la scarsa considerazione che Governo e politica hanno avuto nei confronti delle giovani generazioni

| Manuel Trevisan |

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| Manuel Trevisan |

Lo striscione del corteo concluso a Prato della Valle

PADOVA – La mobilitazione studentesca per chiedere di ripartire da scuola, università e cultura ha interessato anche la città di Padova. Ieri, venerdì 19 novembre, alle ore 9, è infatti partito il corteo formato da studenti e studentesse di Rete studenti medi del Veneto e Unione degli Universitari che si è concluso a Prato della Valle. "Siamo lo Zero da cui ripartire, il futuro è nostro" recitava lo striscione esibito in bella mostra nel corso della manifestazione.

Oltre a Padova, la mobilitazione ha avuto una grande partecipazione anche nelle altre città interessate: sono stati più di 50 mila le studentesse e gli studenti, di 11 regioni, scesi in piazza indossando degli zero davanti al volto, a simboleggiare la scarsa considerazione che Governo e politica hanno avuto nei confronti delle giovani generazioni.

"Come Rete degli Studenti Medi del Veneto, insieme all'Unione degli Universitari di Venezia, Verona e Padova, siamo scesi nelle piazze di tutte le province della Regione: siamo stanchi di una giunta regionale sorda e negazionista, di un'assessora all'istruzione filofascista - dichiara Marco Nimis, il coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Veneto -. Abbiamo scritto una piattaforma nazionale che porta le nostre istanze e le nostre proposte: impegni e investimenti sull’edilizia e sul diritto allo studio, de-finanziato anche da questa Legge di Bilancio. Chiediamo di investire sulla Salute Mentale, come chiediamo soluzioni alla precarietà a cui siamo condannati”.

"Come giovani e Studenti siamo considerati zero in Italia e ancora più in Veneto, regione dove non è mai stato convocato un tavolo con la componente studentesca durante i più duri momenti del lockdown e della dad. Il grido che si è sentito nelle piazze dalla Sicilia al Trentino è quello di una generazione stanca ma speranzosa. Oggi il Veneto deve aprire le orecchie, non può più ignorare l'emergenza climatica e sociale”. - conclude Nimis.

 


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