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02 dicembre 2021

Treviso

Ospedale di Treviso: "Sale operatorie al collasso, manca personale"

La denuncia del sindaco Fp Cgil Treviso che annuncia: "Pronti alla mobilitazione se i lavoratori non saranno messi nelle condizioni di operare al meglio"

| Isabella Loschi |

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ospedale di Treviso

TREVISO - Carenza di lavoratori nelle sale operatorie e gestione caotica dell’attività per smaltire le liste d’attesa. A denunciare la situazione all’ospedale Cà Foncello di Treviso è il sindacato Fp Cgil di Treviso.

“L’impegno dell’Ulss trevigiana a risolvere le criticità di organico e orari lavorativi in capo alle sale operatorie ospedaliere non è stato mantenuto e oggi ci troviamo di fronte a una grave situazione di sofferenza per i lavoratori e le lavoratrici dell’ospedale di Treviso, soggetti a turni anche di 12 ore, programmazione turnistica sempre in estremo ritardo, caotica gestione dell’attività aggiuntiva svolta al fine di smaltire le liste d’attesa”, spiega Marta Casarin, segretaria generale della FP Cgil trevigiana, che punta il dito e guarda dritta alla mobilitazione del personale qualora i necessari provvedimenti non venissero attuati dai vertici dell’Ulss2.

“La mancanza di personale sanitario addetto alle sale operatorie del presidio trevigiano non è cosa nuova, anzi è ormai da anni che la nostra posizione critica e di allarme non viene dovutamente considerata, scivolando con l’andare del tempo lungo una piega che porta il sistema dritto dritto verso il collasso - tuona Casarin -. Oggi, infatti, la situazione è più che inquietante e i lavoratori sono allo stremo, dentro un quadro di confusione e disagio che sta per esplodere".

"Ci troviamo di fronte a una molteplicità di problematiche, legate alla gestione dei turni, lunghi anche ben oltre l’orario lavorativo previsto e fino a 12 ore consecutive, con un aggravio di fatica non da poco. Lo straordinario è ormai un fattore consolidato, ma senza un preventivo accordo sindacale e in barba alla normativa. E anche la pronta disponibilità non è più un’eccezione e va molto oltre la soglia prevista dal contratto nazionale. La turnistica stessa non è programmata per tempo, non dando modo ai lavoratori di disporre i loro tempi di vita. Per risolvere la questione del recupero delle liste d’attesa poi - evidenzia Marta Casarin - si va ben più in là dell’orario istituzionale delle sale operatorie, impattando sui reparti di degenza, in orari serali a numeri ridotti, la delicata fase del ricovero post operatorio”.

 “L’organico già in sofferenza non è mai stato rafforzato negli ultimi anni e ora ci troviamo ad affrontare quello che la stessa direzione dell’Ulss2 definisce un picco degli interventi operatori - aggiunge Casarin -, e così la situazione potrebbe portare presto al collasso. Per questa ragione siamo pronti alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici se in tempi più che brevissimi non saranno affrontati i problemi e messi tutti nelle condizioni di operare al meglio”.  Un problema di carenze e necessità di potenziamento delle strutture e delle sale operatorie sollevato anche per l'ospedale di Montebelluna. 

 

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