23 novembre 2020

Castelfranco

Ospedale di Castelfranco: “fuga” degli anestesisti passati da 21 a 7

Querelle sull’ospedale al primo consiglio comunale. Tutti contro Marcon ma Zurlo si stacca dalla minoranza cercando la conciliazione

| Leonardo Sernagiotto |

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Ospedale di Castelfranco: “fuga” degli anestesisti passati da 21 a 7

CASTELFRANCO - Era stato il tema centrale dell’intera campagna elettorale e ha dominato anche il primo Consiglio comunale della nuova amministrazione targata Stefano Marcon. Il riferimento è naturalmente all’ospedale San Giacomo e alla sua convivenza con l’Istituto oncologico veneto (IOV). Se rispetto alla campagna elettorale i toni sembrano essersi leggermente placati e moderati, future battaglie sono presagite dagli strali scagliati contro la giunta Marcon da una parte della minoranza. È infatti emersa una novità rispetto alla scorsa legislazione: il fronte delle minoranze non appare compatto, ma presenta un Lorenzo Zurlo, esponente di Punto d’Incontro, tentare di perseguire una linea autonoma, volta alla conciliazione.

 

Lo “strappo” è stata la mancata firma di Zurlo alla richiesta delle opposizioni di convocare in aula consiliare Giorgio Roberti e Francesco Benazzi, direttori rispettivamente dello Iov e dell’Ulss 2, per discutere della situazione dell’ospedale San Giacomo. Mercoledì 21 ottobre Stefano Marcon aveva infatti incontrato a porte chiuse i due direttori, insieme ai diversi primari del polo ospedaliero, suscitando le proteste dei gruppi di opposizione che hanno visto nella mossa del sindaco un segnale di chiusura e una contraddizione verso quello spirito collaborativo e di lavoro comune che invece sostiene pubblicamente, atteggiamento definito pura retorica da Alessandro Boldo, neo-consigliere Pd: «La collaborazione si esercita con il dialogo».

 

Gli fa eco il compagno di partito Sebastiano Sartoretto, che afferma di portare riguardo l’ospedale «il disagio di una città provocato dalle molte promesse disattese. Non è accettabile far finta di niente». Alle rassicurazioni del sindaco sullo stato di salute del San Giacomo ha replicato anche Maria Gomierato, che non accetta come giustificazione della scarsa attrattività dell’ospedale cittadino la comunicazione di chi si è schierato a difesa del nosocomio: «Sono le carenze o il raccontare delle carenze a provocare la mancata appetibilità dell’ospedale?».

 

Ancora più incisivo Claudio Beltramello, che accusa il sindaco di non analizzare la questione dell’ospedale dalla giusta angolazione: «Se mancano gli anestesisti, passati da 21 a 7, non si può parlare di “cattiva programmazione” e di problemi di reclutamento, ma bisogna interrogarsi sul perché quei 14 se ne sono andati. Non sono certo andati tutti in pensione: molti sono fuggiti». Le opposizioni hanno poi accennato ad altri futuri temi di dibattito, tra cui la situazione della psichiatria nella Castellana e soprattutto, come annunciato da Nazzareno Bolzon, il destino di Villa Balbi e delle scuole medie a San Floriano, altro argomento infuocato della scorsa amministrazione. L’inizio del Marcon-bis si preannuncia molto combattuto.

 


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