21 ottobre 2021

Nord-Est

Ora arrivano le Tose di Zaia

Un gruppo FB di cheerleader a sostegno del governatore del Veneto

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Ora arrivano le Tose di Zaia

Fenomenologia delle adoranti (donne) di Zaia. Il materiale - sia verbale che iconografico - per farci una tesi di laurea c’è già. E’ stato raccolto - in appena cinque giornate risorgimentali - su quella lavagnotta social che è Facebook.

Lo scorso 28 aprile, alcune (attenzione al suffisso) sostenitrici del governatore veneto ha messo in piedi un ‘gruppo privato’ (in realtà pubblicissimo) per costruire, commento su commento, la Curva Sud della tifoseria zaiesca, un manipolo sfrenato di ultras in gonnella e spritz a portata di rossetto che insieme vicendevolmente trasformassero Zaia nell’eroe dei due mondi (quello veneto e quello femminile). Che gli costruissero un monumento autolievitante come la fugazza de casa.

Il gruppo si chiama Le tose de Zaia, ed è già arrivato a 35mila iscritte: un numero che pare destinato a crescere, a individuare un esercito di fans tanto accanite da aver già pensato a una maglietta/divisa che le identifichi oltre lo schermo del pc.

Se il gruppo fosse nato in Oklahoma, si sarebbe probabilmente chiamato The Governor’s cheerleader, ma visto il confine regionale dentro cui insiste le amministratrici hanno pensato che Le tose de Zaia rendesse l’idea anca massa. Qualche sostenitrice, in vena di delocalizzazione linguistica (la maggior parte dei commenti sono scritti in dialetto), ha proposto di modificare l’etichetta in Le amazzoni di Zaia, ma la proposta eretica, con 716 commenti a sfavore, è stata gettata alle ortiche.

Le Tose de Zaia al di là dell’esaltazione della figura del presidentissimo dichiarano “di non avere scopi politici”. Moltissime di loro, prese dalla frenesia di dare il proprio plauso-contributo, scrivono commenti che glissano su ortografia o sintassi o enfatizzano le interpunzioni (ocio alla polluzione di punti esclamativi), o ricorrono agli abbreviativi (pure algebrici) dell’ex messaggistica istantanea (x al posto di per, K per c o ch, PM per pomeriggio) pur di annunciare che “Quando parla Zaia sono ipnotizzate!!!”

Le Tose de Zaia a volte propongono iniziative da attuare pena che se pol (“Che dite, tose, di organizzare un pullman per andare da lui?”), sognano a occhi aperti (“Come che voaria esser a Venezia co lù adess!”), qualcuna lo vede in veste di presentatore al prossimo Sanremo, dopo quella diretta quotidiana che le fa sospirare: “L’è bel come el sol”. Le Tose de Zaia postano foto: i selfie che in questa o quella occasione si sono fatte con “Luca, sempre cussì disponibile”, primi piani scattati all’uscita dal parrucchiere (quando era aperto), foto di famiglia, brindisi e vedute venete. Qualcuna esagera: manda al presidentissimo foto osè e viene pubblicamente redarguita dalle amministratrici che avvertono “Adesso basta! Zaia non ha bisogno di foto in reggiseno. Siamo un gruppo serio!” Le Tose de Zaia sembrano diventare più che amiche nel momento in cui entrano a far parte del gruppo: “Sono Paola da Cavarzere”, scrive Paola; “Sono Matilde”, scrive Matilde”, “Sono Antonella”, scrive Antonella per ricevere di rimbalzo un “Benvenuta Paola, Matilde, Antonella!”. Una di loro si commuove: “Me par de star tra soreeee”. Una, prevenendo una qualche possibile critica, si inalbera preventivamente: ”Questo è un gruppo bellissimo. Se non vi piace, toglietevi la pannocchia dal culo”. Una delle tose si preoccupa: “Non siete astemie vero?”, un’altra ringrazia per l’accettazione anche se ha il gap di vivere in Toscana.

Ma la mitizzazione niente affatto parodistica del presidente del Veneto avviene soprattutto attraverso le sue immagini ri-postate. Una ex compagna delle elementari condivide la foto di un Luca Zaia novenne (“Varda che bel. El gera alto anca da puteo”, è la chiosa), una tosa lo imbacheca insieme alla moglie (“Che bella coppia! Noialtre no sen gelose della Raffaella”, il commento). Ma c’è chi osa di più: Zaia diventa un’icona come il Che, diventa Leggenda altro che Will Smith.

La bacheca del gruppo offre spunti per discutere dell’ultima ordinanza “Tose, posse andar fora regiòn a trovar me moroso?”, o per appunti intimi “Me stiro i cavei. La Barbara d’Urso la ga sempre i so 4 spunti tuti a posto”. Bocciatissimma la proposta che timida si affaccia qua e là: “Posso invitare un uomo nel gruppo?”. Risposta: “No, no, no. I tosi de Zaia ci sono già. Noi siamo le sue tose. Stop”.

E lui? Il governatore tanto amato? Il soggetto di questo tripudio di sostegno rosa fluo è informato della tifoseria? Le Admin sostengono di sì, visto che invitano al ‘decoro’. E hanno probabilmente ragione: il consigliere regionale Gabriele Michieletto della lista-ovviamente-Zaia condivide e plaude alle Tose dalla sua pagina Facebook. E le Tose le se ingrassa...

 

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Le tose de Zaia le xe indemoniae

 

 

 


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