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05 dicembre 2022

Treviso

Opportunità di un nuovo lavoro nelle aziende del territorio per le donne vittime di violenza

Il progetto nato tra il Centro antiviolenza delle donne libere di Quinto di Treviso e Assindustria Venetocentro

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

colloquio donne

QUINTO - Una speranza nel lavoro dopo un percorso di uscita dalla violenza grazie a collaborazione avviata tra il Centro antiviolenza delle donne libere di Quinto di Treviso e Assindustria Venetocentro. Un esperimento che ha già portato ad una prima assunzione e che potrebbe aprire nuove strade per individuare delle opportunità di inserimento nelle aziende del territorio per le donne che accedono al Centro, gestito dalla cooperativa La Esse. Un’iniziativa inserita nel progetto “Women at work” che ha permesso un inedito incontro tra domanda e offerta di lavoro che sta già producendo i primi risultati.

“Registriamo attenzione e interesse in importanti aziende e siamo già riusciti a siglare un primo contratto di lavoro in un’importante azienda associata. È probabile che presto arriveremo alla firma di altre assunzioni - spiega Alberto Zanatta, presidente vicario di Assindustria Venetocentro delegato alle Relazioni industriali. - Dal contatto con il Centro antiviolenza abbiamo raccolto forte motivazione in queste donne, che spesso hanno storie difficili alle spalle ma che intendono ripartire e uscire per quanto possibile dalla condizione di vittime. Una determinazione che aiuta a superare anche le difficoltà legate al raggiungimento del luogo di lavoro e all’affidamento dei figli piccoli. I numeri all’inizio saranno piccoli ma potrà essere un esempio che continua, augurandoci naturalmente che gli episodi di violenza sulle donne possano diminuire”.

“Il nostro approccio - dichiara Laura Sartori, coordinatrice del Centro antiviolenza delle donne libere - è di accompagnare le donne che vengono da una situazione di violenza verso una nuova consapevolezza, prima compromessa proprio dalla persecuzione del partner. Accanto a questo sostegno psicologico, dobbiamo affrontare i molti problemi pratici che queste donne portano con sé e che ne hanno condizionato finora l’accesso ad un lavoro in grado di dare loro autonomia e naturalmente una rinnovata stima di se. Partiamo, ad esempio, dall’insegnare a redigere bene il proprio curriculum. Con la collaborazione del Servizio sindacale di Assindustria Venetocentro stiamo avviando progetti individuali mirati su ciascuna donna che consentiranno con il 2023 i primi inserimenti".

"In questa iniziativa - spiega Sartori - l’attenzione fattiva delle imprese e dell’associazione è stato un segnale importante, per le donne innanzitutto e per i progetti che sono presenti nel nostro territorio. Le donne che affrontano un momento di crisi o difficoltà, devono vivere una seconda fase che prevede la progettazione di un percorso di stabilizzazione. Un percorso che determinerà la reale possibilità di farcela, ossia la possibilità per la donna di essere libera dai legami di dipendenza da cui si è affrancata, scongiurare il rischio di povertà economica e precarietà. In tal senso la casa e il lavoro sono fondamentali e sono due tasselli su cui poggia il successo del percorso di autonomia”.

 



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Isabella Loschi

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