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01 dicembre 2022

Mogliano

Operazione fiumi, l'allarme degli ambientalisti: "Piave pulito ma secco"

La campagna di Legambiente fa tappa a Breda: "Urgente affrontare la siccità attraverso una gestione dell'acqua equa, razionale e sostenibile"

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Operazione Fiumi Piave

BREDA DI PIAVE - Fa tappa domani a Breda di Piave la campagna itinerante di Legambiente Veneto “Operazione Fiumi – Esplorare per Custodire”  realizzata in collaborazione con Arpav che restituisce una fotografia sullo stato di salute dei fiumi, in questo cado del Piave, attraverso l’analisi delle acque. Oltre al famigerato batterio Escherichia coli, i batteri fecali che permettono di verificare lo stato di depurazione delle acque, vengono presi in esame gli Ftalati, una famiglia di sostanze chimiche impiegate come agenti plastificanti; sostanze quindi riconducibili alla degradazione delle plastiche ed il Glifosate, un erbicida di sintesi utilizzato da circa 40 anni in maniera massiccia in agricoltura e del quale Ispra ha già rilevato la presenza di concentrazioni importanti nelle acque superficiali del nostro paese.


Sono 7 i punti monitorati dai volontari di Legambiente compresi tra la città di Belluno e la foce nel comune di Jesolo e per quanto riguarda la concentrazione di escherichia coli nel Piave, tra i punti monitorati due soltanto superano le 1000 MPN/100ml, quello di Belluno e quello di Salgareda.  Il punto di campionamento presso Salgareda, come nel 2021, si conferma critico anche nel 2022 con un valore più elevato dell’anno precedente (3255 MPN/100ml). Un dato puntuale che Legambiente invita a non sottovalutare e per il quale l’associazione ambientalista invita l’amministrazione locale ad indagare con più attenzione la presenza di eventuali scarichi o sversamenti illegali.

A dispetto di una qualità delle acque da tenere monitorata ma che non preoccupa eccessivamente, emerge una riduzione drammatica delle quantità d'acqua anche per il bacino del Piave. Non è certo un caso isolato visto che lo stato di siccità sta coinvolgendo da mesi tutta Italia e anche le altre principali aste fluviali del veneto, ma, secondo Legambiente, le conseguenze di un cambiamento climatico galoppante che va riconosciuto e fronteggiato con decisione. “Secondo Arpav sulla montagna veneta la prima quindicina di giugno è stata la 6^ più mite dal 1990 e il deficit finale dell’inverno è di -40% di manto nevoso in quota nelle Dolomiti e -50% nelle Prealpi”. I prossimi mesi caldi si preannunciano dunque da bollino rosso per il bacino del Piave.

"Siccità e scarsità d'acqua sono problemi con cui dovremo convivere - dichiara il presidente regionale di Legambiente Luigi Lazzaro -per questo servono i piani di adattamento al clima e soprattutto la capacità di ragionare i prelievi e gli usi per rivederli in modo coordinato, plurisettoriale e sovraregionale puntando ad una diminuzione di prelievi ed un efficientamento degli usi”. “Legambiente è certa che ognuno sta facendo e farà fino in fondo la sua parte per arginare questa situazione critica, ma le raccomandazioni e gli impegni non sono più sufficienti senza un impegno deciso per un cambio di rotta, che per quanto riguarda il Piave deve puntare a rafforzare la sua identità adattandosi al cambiamento climatico e recuperando e consolidando i suoi habitat naturali e le sue qualità ambientali con progetti utili alla conservazione integrata della biodiversità e non solo ad invasare e trattenere le acque”. Domani sera 22 giugno alle ore 20:45 a Breda di Piave (TV) pressa la Sala Consiliare di Villa Olivi  il circolo di Legambiente Piavenire promuove un incontro aperto alla cittadinanza per ragionare proprio sullo stato di salute del fiume e per riflettere sul valore storico, culturale identitario e ambientale del Piave.

 


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Isabella Loschi

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