01 novembre 2020

Treviso

Operatori delle case di riposo? "Eroi di serie B"

Lo dice provocatoriamente il direttore dell'Israa di Treviso Giorgio Pavan parlando di Covid

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Operatori delle case di riposo?

Treviso - “Se per caso qualcuno volesse chiamarci eroi dovrebbe però aggiungere: di serie B”. È evidentemente una provocazione bonaria quella del direttore dell’Israa di Treviso Giorgio Pavan, che prova a trarre un bilancio, pur sempre in evoluzione, del lavoro degli operatori delle case di riposo. “I vecchi contano niente e chi si occupa di loro ancora meno”.

Non cerca certo consenso e riconoscimento pubblico, Pavan: “A noi bastano l’apprezzamento e i ringraziamenti che in questi lunghi mesi non ci hanno lesinato i familiari dei nostri ospiti”. Adesso però gli operatori avvertono la stanchezza, dopo che hanno retto per un tempo percepito interminabile a fianco delle persone più vulnerabili al Covid perché anziane. “Eppure l’ottanta per cento degli ospiti non è stato lambito dal contagio; il virus non lo abbiamo fatto entrare e addirittura in questi mesi nelle case di riposo si è abbassata la percentuale dei decessi. Alla faccia degli stereotipi tendenti a trasformare i nostri istituti in luoghi di morte e basta”.

La guardia é stata sempre alta: test sierologici e tamponi ogni due settimane fino ad agosto per tutti i nostri dipendenti, che adesso continuano a sottoporvisi una volta al mese e che comunque rimangono a casa al primo colpo di tosse per rientrare in servizio solo se perfettamente sani”. Una protezione sanitaria dispiegata al massimo grado. Molto più difficile piuttosto l’altro inedito ruolo che chi lavora nelle case di riposo ha dovuto impersonare, quello di terzo incomodo tra l’anziano e i suoi familiari per mediare gli affetti. Unico punto di contatto la videochiamata per interpretare e trasmettere sentimenti e bisogni, degli uni e degli altri. La parte più difficile.

“Nelle ultime settimane a Treviso ci siamo adoperati per trovare il modo, dopo sei mesi di distanziamento fisico, di permettere ai nostri anziani, nelle hall degli istituti, di stringere finalmente le mani ai loro congiunti. Speriamo di riuscirci ma i quattro decessi nelle ultime ore a Spresiano e Conegliano sono segnali preoccupanti”.

 


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Roberto Grigoletto

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