09 agosto 2020

Cronaca

Open Arms, Salvini andrà a processo

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Open Arms, Salvini andrà a processo

"Mi mandano a processo come sequestratore di persona per aver difeso i confini del mio Paese e la sicurezza degli italiani? Ci andrò a testa alta, amici. La dignità e la coerenza non hanno prezzo!". Il caso Open Arms finisce in Senato, con il voto ieri sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ora sarà processato.

 

149 i senatori a favore, 141 i contrari e una sola astensione. In particolare, a votare perché il leghista venga giudicato in tribunale, 91 dei 92 senatori del M5S (ad astenersi la pentastellata Drago), 35 senatori del Pd, 11 senatori di Iv (7 gli assenti ier da Palazzo Madama). Contrari al processo tutti i 95 leghisti presenti, i 17 senatori di Fdi in Aula e i 54 di Forza Italia. Il fascicolo sulla Open Arms torna adesso in Procura a Palermo, che aveva indagato sulla vicenda.

 

Il Procuratore Francesco Lo Voi dovrà chiedere il rinvio a giudizio dell’ex ministro. Poi sarà il gup a fissare l'udienza preliminare al termine della quale i pm potranno chiedere il processo o il proscioglimento dell'ex ministro.

 

Nel tardo pomeriggio, lo sfogo del leghista sui social: "Il Senato ha votato per mandarmi a processo. Contro di me - ha scritto Salvini - festeggiano i Palamara, i vigliacchi, gli scafisti e chi ha preferito la poltrona alla dignità. Sono orgoglioso di aver difeso l’Italia: lo rifarei e lo rifarò, anche perché solo in questo luglio gli sbarchi sono sei volte quelli dello stesso periodo di un anno fa, con la Lega al governo. Vado avanti, a testa alta e con la coscienza pulita, guarderò tranquillo i miei figli negli occhi perché ho fatto il mio dovere con determinazione e buonsenso.

 

Mi tengo stretto l’articolo 52 della Costituzione (“la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”) e ricordo le parole di Luigi Einaudi: 'Quando la politica entra nella giustizia, la giustizia esce dalla finestra'. Non ho paura, non mi farò intimidire e non mi faranno tacere: ricordo che per tutti i parlamentari, presto o tardi, arriverà il giudizio degli elettori", tuona. Insorge intanto il centrodestra, con Meloni che parla di "precedente spaventoso nella democrazia Italiana" e Berlusconi che accusa la sinistra di usare "la giustizia come arma politica".

 


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