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02 dicembre 2021

Cronaca

Open Arms, il decreto del gup: "Il processo a Salvini è necessario"

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Open Arms, il decreto del gup:

ITALIA - Il dibattimento "è necessario". Deve essere il processo a decidere se Matteo Salvini ha davvero sequestrato o no, per diversi giorni, i 147 migranti a bordo della nave Open Arms, nell'agosto del 2019. Perché l'udienza preliminare non deve valutare se sussiste o meno la responsabilità penale dell'imputato, ma se ci sono gli elementi per sostenere l'accusa in giudizio. E in questo caso, secondo il gup di Palermo Lorenzo Jannelli, ci sono tutti gli elementi per un processo. Ecco perché sabato ha rinviato a giudizio il leader della Lega Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio.

 

Nel decreto che dispone il giudizio emesso dal gup, lungo quattro pagine, e di cui l'Adnkronos è in possesso, si legge, tra l'altro: "All'esito dell'udienza preliminare in data 17 aprile 2021 nel procedimento suesposto, letta la richiesta di rinvio a giudizio depositata in data 19 ottobre 2020 che si allega per estratto al presente decreto e alla quale si fa riferimento per l'indivduazione dell'imputato e dei reati contestati, come emendata degli errori materiali all'udienza preliminare del 9 gennaio 2021", "visti gli atti di indagine, uditi i pm, i difensori delle parti civili e il difensore dell'imputato"; Il magistrato cita anche la Corte costituzionale "Ritenuto che la Corte Costituzionale ha più volte affermato che, in sede di udienza preliminare 'l'apprezzamento del giudice non si sviluppa, secondo un canone, sia pur prognostico, di colpevolezza o innocenza, ma si incentra sulla ben diversa prospettiva di delibare... se risulti o meno necessario dare ingresso alla successiva fase del dibattimento' e che, secondo la giurisprudenza di legittimità, ai fini della pronuncia della sentenza di non luogo a procedere, il criterio di valutazione per il giudice dell'udienza preliminare non è di natura sostanziale, bensì processuale, non potendosi valutare l'innocenza o la colpevolezza dell'imputato, ma l'inutilità del dibattimento, anche in presenza di elementi probatori contraddittori o insufficienti -si legge ancora nel decreto di giudizio - Ritenuto che non può trovare applicazione l'articolo 129 C.pp., evidenziati gli elementi di prova indicati dal pm come nella richiesta di rinvio a giudizio, nonché negli esiti di perizia di trascrizione realizzata nel corso dell'udienza preliminare.

 

Visti gli articoli 429 C.p.p, 132, 133D.L. vo 271/89, dispone il rinvio a giudizio di Matteo Salvini". Nel decreto il giudice richiama anche l'articolo 129 del Codice di procedura penale ritenendo che manchino le cause di giustificazioni. Il Gup Jannelli, nel decreto che dispone il giudizio per l'ex ministro dell'Interno, citando anche la Corte costituzionale, ribadisce in sostanza che l'udienza preliminare non deve valutare se sussiste o meno la responsabili penale dell'imputato, ma se ci sono gli elementi per sostenere l'accusa in giudizio. E se ci sono elementi per dichiarare il non luogo a procedere. In questo caso, ad avviso del giudice non c'erano gli elementi per il proscioglimento. Da qui la decisione di rinviare a giudizio Matteo Salvini. Che si dovrà presentare il 15 settembre davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Palermo per la prima udienza del processo. Sono 25 le parti civili che si sono costituite contro il leader della Lega Sono 25 le parti civili che si sono costituite contro Matteo Salvini, che vengono elencate, una per una, dal gup Jannelli nel decreto che dispone il giudizio. A partire dalla ong spagnola Open Arms, il comandante della nave Marc Reig Creus, a Emergency e varie associazioni, dall’Arci a Legambiente, dal Ciss ai Giuristi Democratici. Ea ancora Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione), Cittadinanza Attiva, Mediterranea, AccoglieRete.

 

Il Comune di Barcellona e quello di Palermo. E poi ci sono anche nove migranti che erano a bordo dell’imbarcazione rimasta bloccata al largo di Lampedusa. Lo sbarco dei naufraghi soccorsi dalla Open Arms, nell'agosto di due anni fa, era avvenuto solo dopo l’intervento del Procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio, che aveva sequestrato la nave della ong. Un’ispezione a bordo del magistrato aveva accertato le gravi condizioni di disagio fisico e psichico dei profughi trattenuti sull’imbarcazione. Subito dopo il rinvio a giudizio, Matteo Salvini ha scritto sui social: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino, articolo 52 della Costituzione - scrive - Vado a processo per questo, per aver difeso il mio Paese? Ci vado a testa alta, anche a nome vostro. Prima l’Italia. Sempre”.

 



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