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22 gennaio 2022

Esteri

Odessa, filorussi attaccano centrale polizia

Pinotti: ''Italia pronta a intervento di pace''

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Odessa, filorussi attaccano centrale polizia

KIEV - Un gruppo di attivisti filorussi ha attaccato la centrale di polizia di Odessa, la città nel sud dell'Ucraina teatro due giorni fa dei violenti scontri che hanno provocato l'incendio in cui sono morte 46 persone. Lo riporta il sito di Interfax.

Le nuove violenze si sono registrate al termine di una manifestazione a cui hanno partecipato circa 2mila oppositori al governo di Kiev. Armati di bastoni hanno assaltato la centrale di polizia, sfondando una porta ed entrando per chiedere la scarcerazione dei militanti filorussi arrestati. A questo punto sono intervenuti agenti delle unità speciali che hanno fatto retrocedere i dimostranti.

I separatisti filorussi di Donetsk affermano di aver occupato di nuovo diversi centri che erano stati ripresi dalle forze di Kiev. "Nel corso della notte durante sanguinosi combattimenti segnati da perdite sul fronte nemico siamo riusciti a riprendere Kramatorsk, il villaggio di Andreyevka, Konstantinovka e Horlivka", ha dichiarato all'Interfax, Miroslav Rudenko, uno dei leader di quelle che Mosca chiama le forze di autodifesa.

Il ministro dell'Interno ucraino, Arsen Avakov, ha annunciato che l'operazione anti-terrorismo contro i sepaeratisti filo russi continua nell'est dell'Ucraina dove sono stati dispiegati nuovi elicotteri e tank corazzati. Il ministro ha riferito che almeno un attivista filorusso è rimasto ucciso e altri due feriti, a Lugansk. Sono stati poi sgombrati edifici governativi che erano stati occupati dai separatisti a Mariupol, città portuale nel sud est dell'Ucraina. "I terroristi hanno usato contro di noi artiglieria pesante ma noi abbiamo mantenuto le posizioni", ha detto Avakov. Diversa la versione degli scontri fornita dal portavoce dei separatisti: "ci hanno dato cinque minuti per lasciare l'edificio e poi hanno aperto il fuoco".

Il premier ucraino Arseniy Yatsenyuk ha dichiarato alla Bbc che i capi dei servizi e delle forze di sicurezza ucraine hanno "la responsabilità di non aver fatto nulla per fermare" le violenze che hanno portato all'incendio che ha provocato 46 vittime a Odessa. Yatsenyuk ha assicurato che sulla vicenda verrà fatta "un'inchiesta esaustiva e indipendente".

La maggior parte delle vittime erano separatisti filorussi che si erano barricati nell'edificio dove è divampato l'incendio. Ricordando che è già stato sostituito il capo della polizia di Odessa, il premier ha detto che l'ufficio del procutore generale "sta indagando su tutti, a cominciare dal capo della polizia, i suoi vice ed ogni singolo agente". "Quelle forze di sicurezza si sono mostrate inefficienti e hanno violato la legge", ha concluso.

Yatsenyuk, comunque, ha ribadito la convinzione del governo che siano stati gruppi manovrati dalla Russia a "provocare i disordini" con l'obiettivo di orchestrare "una vera guerra per eliminare l'Ucraina e l'indipendenza ucraina".

La Russia ha chiesto che l'Osce e il Consiglio d'Europa reagiscano all'operazione anti-terrorismo che le forze del governo di Kiev stanno conducendo nell'est dell'Ucraina. Il ministero degli Esteri russo, in una nota, accusa il governo di Kiev di portare avanti "un'azione punitiva contro il popolo popolo".

Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, su Twitter ha scritto: "Se l'Onu dovesse ravvisare la possibilità e la necessità di un intervento di peacekeeping, penso che l'Italia sia in condizione di dare il suo contributo all'interno di una iniziativa multinazionale".

Papa Francesco, al termine della recita del Regina Cæli a Piazza San Pietro, ha invitato i fedeli ''ad affidare alla Madonna la situazione in Ucraina, dove non cessano le tensioni. La situazione è grave. Prego con voi per le vittime di questi giorni, chiedendo che il Signore infonda nei cuori di tutti sentimenti di pacificazione e di fratellanza''.

 



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