14 luglio 2020

Castelfranco

Occhio alla truffa: ingannata e indotta a firmare col nome del marito per la fornitura elettrica

La figlia racconta l’accaduto denunciando la spregiudicatezza di alcuni venditori

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Anziana truffata

Foto di repertorio

 

CASTELFRANCO – Anziana truffata: venditore di fornitura elettrica la convince a firmare con il nome del marito defunto. Una vicenda che ha dell’incredibile e che è stata resa nota dalla figlia della signora vittima di un venditore decisamente spregiudicato che ha persuaso l’anziana a sottoscrivere il contratto con il nome del marito oramai passato a miglior vita, con la scusa che sul vecchio contratto risultava ancora essere il titolare dell’utenza.

“Mia mamma ha ricevuto la visita di un giovane venditore di contratti di fornitura di gas ed energia elettrica. Le ha parlato dell'urgenza di sostituire il contratto del Servizio Elettrico Nazionale e dell'opportunità di farlo con la sua Compagnia (mai sentita nominare) che ha vinto un bando indetto dal Comune di Castelfranco (?). Essendo il contratto ancora intestato a mio papà che non c'è più, nessun problema, poteva firmare lei (col nome di mio papà). Alla richiesta di mia mamma di poter valutare con noi figli, le ha detto che le avrebbe fatto firmare una semplice proposta, non impegnativa (si tratta invece di una vera Richiesta di Fornitura)”.

Tante incognite quindi e soprattutto argomentazioni a dir poco fantasiose che hanno di certo confuso e disorientato l’anziana che ha comunque chiesto come poteva essere valida una “proposta, non impegnativa” visto che veniva firmata da chi non c’era più. Il venditore con disinvoltura ha spiegato che al ricevimento dell’eventuale telefonata di controllo avrebbe dovuto rispondere che il firmatario: “… era sordo e che quindi rispondeva lei per suo conto...e naturalmente avrebbe dovuto confermare quanto sottoscritto (con firma falsa)”.

La figlia della signora quindi precisa che: “Non è stata chiamata da nessuno ed evidentemente il contratto sottoscritto, ancorché irregolare, si sarebbe perfezionato. Su richiesta di mia mamma, confusa e mortificata da una situazione in cui si è sentita raggirata, abbiamo chiamato prima il venditore chiedendogli di stracciare il contratto, ricevendo risposta negativa, poi la compagnia, ottenendo invece conferma scritta del fatto che non daranno corso alla richiesta trasmessa dal loro agente”.

Circostanze che lasciano a dir poco indignati, perché è palese che il rigore non sia tra le virtù del venditore, tant’è che la figlia della signora conclude considerando che: “Ora, indubbiamente mia mamma è stata incauta a firmare, ma trovo che certi venditori porta a porta raggiungano vette di scorrettezza davvero squallide, fornendo informazioni scorrette, puntando su un'urgenza del tutto inesistente e creando ansia in persone anziane che meriterebbero maggiore rispetto”.

 


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