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27 gennaio 2022

Treviso

"Obbligo vaccinale ormai inevitabile e bambini da vaccinare"

Per il prof. Manno del Co.Ve.Sap "è davvero sorprendente come qualcuno continui a dire che i vaccini anti-Covid sono sperimentali e noi siamo le cavie di non si sa quale congiura mondiale

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Per il Co.Ve.Sap solo con i vaccini si evita il contagio

TREVISO - Si appresta a colorarsi nuovamente di giallo il Veneto, una delle regioni tra le più colpite dalla quarta ondata pandemica, per giunta con variante Omicron. Abbiamo chiesto al prof. Maurizio Manno del Co.Ve.Sap una interpretazione dei dati che peggiorano di giorno in giorno e di dirci anche cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

Prof. Manno, pare di tornare ai… cattivi tempi

Com’era prevedibile, i contagi stanno aumentando, sia a livello nazionale (siamo oggi a quota oltre 17.000) che nella nostra regione. Il Veneto, come dice il presidente Zaia, è appeso a un filo rispetto al rischio imminente di passare in zona gialla.

Le misure adottate e i provvedimenti assunti non sono sufficienti?

Le nuove restrizioni nazionali (Green Pass rinforzato) e regionali (limitazione dei tamponi ai soli soggetti sospetti o a rischio), per quanto doverose, potrebbero non bastare. Quindi un passaggio in zona gialla è più che probabile, qualora si raggiungano i nuovi criteri.

Quali sono: vogliamo ricordarlo?

Più di cinquanta nuovi casi alla settimana ogni 100.000 abitanti, più del quindici per cento dei posti letto Covid occupati, più del dieci per cento dei posti letto in terapia intensiva occupati.

Professore ma lei come se la spiega questa nuova ondata?

Non vi è dubbio che la presenza di milioni di non vaccinati sia una delle cause della diffusione nel nostro paese, così come lo scarso o scarsissimo numero di vaccinati nei paesi del Terzo Mondo. La stagione invernale è un altro fattore e l’allentamento del distanziamento e della protezione personale fanno il resto. Il virus continua a circolare a tutti i livelli, locali, nazionali e globali. Questo comporta nuove varianti, come abbiamo ricordato e stiamo vedendo con la variante Omicron.

Di questa variante un giorno dicono che bisogna preoccuparsi e il giorno dopo che il vaccino ci difende. Quale campana dobbiamo ascoltare? Dobbiamo preoccuparci sì o no?

Pare che Omicron non sia più aggressiva della Delta, ma potrebbe essere meno sensibile al vaccino. Lo sapremo a breve.

Cosa si dovrebbe fare adesso?

Se le misure in atto non bastano, è probabile che si arrivi presto all’obbligo vaccinale, così come deciso in altri paesi vicini (Austria e Germania) e come avviene per altri vaccini.

Non si sarebbe potuto già fare da un pezzo? Così magari ci risparmiavamo ulteriori malati e morti…

Lo si sarebbe dovuto fare da subito, non appena tutti gli studi effettuati in vari paesi hanno mostrato inconfutabilmente l’efficacia e la buona tollerabilità dei vaccini. E’ davvero sorprendente come qualcuno continui a dire che i vaccini anti-Covid sono sperimentali e noi siamo le cavie di non si sa quale congiura mondiale! In realtà una cosa non viene mai detta, che è forse la più importante…

E quale sarebbe?

Tutti i vaccini anti-Covid, nessuno escluso, sono i vaccini più sicuri che ci siano mai stati perché il rischio di contrarre la malattia è pari a zero. Inoltre, nei vaccinati il rischio di effetti avversi gravi è enormemente più basso del rischio di ammalarsi di Covid e, ancor più, del rischio di morte.

L’Aifa, seguendo la raccomandazione dell’EMA, ha approvato l’indicazione al vaccino Pfizer anche per i bambini di 5-11 anni: qual è il suo parere?

E’ comprensibile e giusto che vi sia una particolare cautela sulla vaccinazione dei bambini. Proprio per questo, sia le decisioni governative (di sanità pubblica) che le scelte dei genitori (di salute individuale) devono essere informate e aggiornate all’ultima evidenza scientifica disponibile. E se non a questa, allora a che cosa?

Ma i dati oggi disponibili oggi che cosa ci dicono?

Indicano che sempre più bambini si contagiano col Covid e si possono ammalare, anche in forma grave, seppure in percentuale minore degli adulti.

Il vaccino pediatrico protegge davvero i più piccoli?

Il vaccino è efficace nel proteggere i bambini, e gli effetti collaterali sono molto bassi, sia in termini di numeri che di gravità: uno studio del Cdc (Center for Disease Control), il più autorevole organo americano, ha mostrato su 2.000 bambini di 5-11 anni che i non vaccinati hanno una probabilità di essere ricoverati 10 volte maggiore di quella dei vaccinati (91% di protezione) e che gli effetti collaterali del vaccino sono trascurabili.

Si dice che molti genitori vogliano attendere per vedere quali saranno gli effetti della vaccinazione in età pediatrica; lei che ne pensa?

Sono attesi ulteriori studi randomizzati e controllati, ma in base ai dati oggi disponibili il rapporto beneficio/rischio, ovvero quello tra protezione dal Covid e effetti collaterali, è nettamente a favore dei vaccini. E quindi i piccoli vanno vaccinati per proteggerli innanzitutto, senza contare la possibilità di una loro maggiore socializzazione e il contenimento del contagio degli adulti.

 


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