05 agosto 2021

Castelfranco

Oasi di Liedolo, inanellati 3mila uccelli

L’ultima sorpresa dell’ornitologo Stefano Tasca è un Migliarino di palude catturato dopo un viaggio dalla Finlandia

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Oasi di Liedolo, inanellati 3mila uccelli

SAN ZENONE DEGLI EZZELINI - Un viaggio lungo migliaia di km: è quello che ha compiuto un Migliarino di palude dalla Finlandia all’Italia, recuperato qualche settimana fa all’Oasi San Daniele di Liedolo di San Zenone degli Ezzelini.

L’ uccellino del peso di circa 20 grammi è stato ritrovato dall’ornitologo Stefano Tasca che da anni studia le numerose specie di uccelli presenti nell’area naturalistica.

Il ritrovamento del Migliarino di palude è uno degli eccezionali casi di ricattura degli uccelli inanellati. L’inanellamento è infatti una pratica che Tasca svolge nell’Oasi dal 2008 grazie ad uno specifico permesso rilasciato dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Si tratta di una strumento che esiste fin dai primi del ‘900, inizialmente allo scopo di studiare i flussi migratori degli uccelli e negli ultimi tempi anche per analizzare i mutamenti climatici. Consiste nel catturare con metodi incruenti gli uccelli e nel dotarli di un piccolo anellino in cui sono indicati una serie di dati tra cui, appunto, il luogo di ritrovamento e, infine, rilasciarli liberi.

Il marcaggio compiuto dagli inanellatori è il più grande contributo volontario e gratuito alla ricerca scientifica. I dati raccolti vengono infatti prima consegnati all’Ispra e poi all’Euring Databank di Londra, la più grande banca dati zoologica mondiale.


Grazie all’attività di Tasca che svolge le operazioni di cattura con regolarità, in pochi anni nell’Oasi sono stati catturati e inanellati circa 3000 esemplari di uccelli. “Di questi – spiega Tasca-  oltre al Migliarino di palude proveniente dalla Finlandia, ne sono stati ricatturati altri cinque (evento più unico che raro): due Peppole di cui una precedentemente inanellata in Belgio ed una in Repubblica Ceca e un Migliarino di palude proveniente da Bergamo. Tra quelli inanellati in Oasi uno è stato ripreso in Francia, nei pressi di Marsiglia, ed uno in Trentino (zona Lago di Caldaro)”.

 

Questi numeri testimoniano - sia sotto il profilo della protezione naturalistica che del contributo alla ricerca scientifica - il valore dell’Oasi, nata oltre dieci anni fa su un’area ai piedi del Monte Grappa che doveva essere destinata ad una discarica. Recentemente per la salvaguardia è nata anche l’associazione  Oasi , composta da volontari esperti ed appassionati di ambiente che si stanno dedicando allo studio e alla promozione dell’Oasi naturalistica San Daniele.

Qui si contano tantissime specie ornitologiche perché vi è la presenza di acqua, la vicinanza al Massiccio del Grappa, la compresenza di più ambienti diversificati e, non ultimo, la vicinanza alla campagna. L’interesse verso l’Oasi non riguarda solo gli esperti: sempre più spesso le scolaresche vengono a farvi visita e con stupore i bambini e ragazzi scoprono animali e piante che difficilmente potrebbero vedere in altre zone e nell’ultimo periodo sempre più numerosi sono i fotografi  provenienti da varie parti del Nord Italia per fotografare dal capanno le numerose specie ornitologiche.

 

(Nella foto in alto una veduta dell'Oasi, sotto Stefano Tasca all'opera)

 



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