18 ottobre 2021

Mogliano

Nutria massacrata a bastonate

L'Organizzazione per la protezione animali procederà alla denuncia contro i tre responsabili. Previste ammende tra 5.000 e 30.000 euro

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la nutria massacrata

CASIER - Nutria massacrata a bastonate, scatta la denuncia della protezione animali.

La sera del 2 gennaio una volontaria dell’associazione OIPA TREVISO è stata allertata da un residente di Dosson di Casier, testimone di un gravissimo atto di maltrattamento nei confronti di una nutria, compiuto da tre persone che si sono accanite contro il povero animale a colpi di bastone.

L’animale, visibilmente sofferente e sanguinante, è stato immediatamente recuperato e condotto presso una clinica veterinaria dove sono state riscontrate numerose fratture e 5 pallini da caccia conficcati nel cranio. Purtroppo, nonostante la rapidità dell’intervento e la prontezza delle cure, durante la notte tra il 3 e il 4 gennaio, la nutria è morta. Ora il corpo dell’animale sarà sottoposto all’esame autoptico da parte dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie di Treviso.

Le nutrie sono accusate di creare danni alle strutture arginali dei fiumi, ma i veri responsabili sono da individuare tra gli allevatori che nel corso degli anni hanno importato le nutrie dall’estero per poi trasformarle in pellicce, fin quando, a causa del crollo del mercato, le hanno liberate sul territorio.

Nonostante tale evidenza, le nutrie sono sottoposte a una campagna di contenimento numerico imposta dall’Unione Europea, che ne prevede l’uccisione. Non possono però essere maltrattate o addirittura uccise come accaduto a Dosson, per questo le associazioni OIPA, LAV ed ENPA unite depositeranno a breve una denuncia contro i tre responsabili della morte dell’animale, per maltrattamento di animali, aggravato dalla morte dello stesso.

Il maltrattamento di animali è sanzionato dall'art. 544-ter del codice penale ai sensi del quale: “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale e lo sottopone a sevizie è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5.000 euro a 30.000 euro. La pena è aumentata della metà se dai fatti ne deriva la morte dell'animale."

“I nostri avvocati chiederanno di sanzionare con il massimo della pena le persone che si sono macchiate di un tale efferato crimine, compiuto nei confronti di un animale indifeso che non costituiva alcuna minaccia per le persone – dichiarano le associazioni.”

 


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