06 giugno 2020

Vittorio Veneto

NUOVO PORFIDO DI VIA MARTIRI, IL CONTO AL COMUNE

Nessun errore da parte dell'impresa che eseguì per prima i lavori

| Claudia Borsoi | commenti | (26) |

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NUOVO PORFIDO DI VIA MARTIRI, IL CONTO AL COMUNE

VITTORIO VENETO – Il rifacimento del porfido di via Martiri, alla fine, ha pesato economicamente sulle casse del comune.

In un primo momento si era fatta avanti l’ipotesi che la pessima conservazione del manto realizzato con sampietrini fosse imputabile alla ditta che a suo tempo, quasi dieci anni fa, eseguì la posa. Invece, come spiega il sindaco Gianantonio Da Re sul sito del comune, rispondendo alla domanda posta da un cittadino, la verifica eseguita ha dato esito negativo: la pessima conservazione, avvallamenti e buche, «non era imputabile a cattiva esecuzione dei lavori o a causa di interventi non eseguiti a regola d’arte da parte della ditta» precisa il sindaco. Il cedimento, afferma poi Da Re, sarebbe stato causato da altri fattori: posa a file parallele dei sampietrini, porfido annegato nel calcestruzzo e il transito di oltre 10 mila veicoli giornalieri, in primis gli autobus.

Una spesa da 80 mila euro per il comune, provato dal patto di stabilità, che ora il consigliere Alessandro De Bastiani (PD) bolla come «sperpero di denaro pubblico» visto che i lavori, meno di dieci anni fa, già pesarono per diverse centinaia di migliaia di euro sulle casse comunali.

«Il sindaco Da Re – afferma De Bastiani - ha spiegato ai vittoriesi che il comune ha pagato gli 80 mila euro per il rifacimento del lastricato perché non vi erano i presupposti per imputarli alla ditta che ha fatto i lavori. Le motivazioni adottate da Da Re evidenziano che tutte le responsabilità sono da addebitare all'amministrazione Scottà. Il sindaco indica tra le cause del cedimento e dello stacco dei sampietrini la loro disposizione, il progetto è del comune, e il passaggio di oltre 10.000 macchine al giorno, bus compresi. E intanto Da Re continua a dare la colpa del fallimento della sua amministrazione al patto di stabilità ed ai sacrifici che gli avrebbe imposto il governo Monti. Meglio sarebbe stato che quei sacrifici fossero arrivati una decina di anni fa: almeno - chiude il consigliere del PD - avrebbero impedito l’enorme sperpero di denaro pubblico e l’indebitamento che, grazie all'operazione di posticipazione dei derivati, l'amministrazione Scottà ha lasciato in eredità alle future generazioni».

 



Claudia Borsoi

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