15 agosto 2020

Nord-Est

Nuovo focolaio nel vicentino, Zaia: "Paziente zero positivo al tampone, ma ha rifiutato il ricovero. Poi ha partecipato a una festa"

La rabbia del Governatore, annunciata per lunedì una nuova ordinanza più restrittiva

| Roberto Silvestrin |

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LUCA ZAIA

Il nuovo focolaio nel vicentino? E’ partito dall’est-europeo. E oggi il Governatore Luca Zaia ne ha ricostruito l’origine, parlando “del nuovo focolaio di coronavirus scatenato da un imprenditore vicentino”, rientrato da un viaggio nell’Europa dell’est. Focolaio che “ha portato il Veneto da un rischio basso a un rischio elevato, passando da una r con t pari a 0,43 a una di 1,63".

 

Sono 5 le nuove positività e 89 gli isolamenti, di cui 52 nel vicentino e 37 nel veronese, legati al nuovo focolaio. Il tracciamento dei contagi e dei movimenti ha permesso di risalire alla “storia” del nuovo focolaio vicentino, di cui si conoscono praticamente tutte le dinamiche. Come ha riportato Zaia, il 'paziente zero', rientrato dal viaggio il 25 giugno, ha iniziato ad avere sintomi lo stesso giorno, avendo "diversi contatti lavorativi ed extralavorativi, tra cui una festa privata e un funerale" il 26 e il 27.

 

"Il 28 - continua il presidente - è andato al pronto soccorso, effettuando il tampone e risultando positivo, ma rifiutando il ricovero. Se uno è padrone della sua vita, non deve però poter mettere a repentaglio quella degli altri: ecco perché dico che il Parlamento ci deve dare gli strumenti adeguati".

 

Ricoverato, dopo molta insistenza, il 1 luglio, attualmente è in rianimazione ed è pure emerso che il 30, pur sapendo di essere ammalato, ha visto altre persone. Il secondo caso di positività è emerso il 30 giugno, "dopo almeno 6 giorni asintomatici", per uno degli altri occupanti dell'auto usata per il viaggio, il terzo e il quarto sono stati scoperti il 1 luglio, nel secondo caso per un occupante dell'auto non dichiarato.

 

L'ultimo caso, presso l'Ulss 6 Euganea, riguarda una paziente che si è presentata al Pronto soccorso di Schiavonia il 29 giugno, dichiarando di aver avuto contatti con il 'paziente zero'.

 

"In questo caso - ha dichiarato Zaia - l'indagine è risultata difficoltosa per la negazione di alcuni dati, come lavoro e contatti". "Evito di continuare – ha aggiunto Zaia - perché altrimenti mi incazzo del tutto. Sapevano che una persona incontrata (durante il viaggio, ndr) era poi risultata positiva, un sintomatico ha rifiutato il ricovero e poi ha partecipato a feste, la signora non ha detto le cose: così non ne veniamo fuori. E mi chiedo se abbia senso aver buttato via quattro mesi della nostra vita per ritrovare complottisti e liberisti. L'ordinanza è già potenzialmente scritta e potevo firmarla anche oggi. Ma non sono contento. Per colpa di pochi irresponsabili ora pagheranno tutti" ha concluso.

 

Zaia si è ulteriormente sfogato: "Se questo è il sistema di gestire la positività e la sintomatologia, dopo quattro mesi di coronavirus, allargo le braccia. Così non ne veniamo fuori. Fosse per me, di fronte a certi comportamenti prevederei la carcerazione. È essenziale che a livello nazionale si prenda in mano il dossier, mettendo in fila le questioni con un Dpcm o con un provvedimento del ministro Speranza".

 

"La legge prevede una multa di 1000 euro in caso di fuga dall'isolamento sanitario: mi sembra ridicolo - ha aggiunto Zaia -. E ritengo che sia fondamentale il ricovero coatto, così come è necessario essere severissimi con gli isolamenti sanitari. Io ho dato disposizioni ai Sisp di tolleranza zero e, se ci sono elementi, di procedere alla denuncia. Non possiamo permetterci la diffusione del virus per l'irresponsabilità di qualcuno. Quello che è accaduto, è gravissimo".

 


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