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30 novembre 2021

Treviso

La nuova ondata del Covid rischia di sfuggire al controllo senza obbligo vaccinale

Per il prof. Maurizio Manno del Co.Ve.Sap "nessuno può dire quanti richiami dovremo fare ma sono necessari per contenere il contagio e limitare nuove varianti"

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Terza dose vaccino

TREVISO - Siamo in piena quarta ondata. Gli esperti annunciano il picco ormai prossimo, per alcuni imminente. Sembra che dall'incubo non ci si sia mai risvegliati. E che anche l'Italia - che pure sta meglio di molti altri - si appresti a vivere una riedizione del Natale 2020. Siamo tornati a sentire il parere del prof. Maurizio Manno del Co.Ve.Sap, il comitato veneto per la difesa della sanità pubblica

Professore, come la mettiamo? Dopo un periodo estivo relativamente tranquillo ci ritroviamo ora con un numero di contagi e ricoveri in crescita. Pensa sia un fatto passeggero o siamo già immersi, come molti sostengono, nella nuova ondata?

Non vi è dubbio che stiamo assistendo da circa un mese ad una nuova ondata in Europa e in misura minore anche in Italia e soprattutto nel Veneto, dove, secondo la Fondazione Gimbe, sia l’incidenza giornaliera (nuovi casi giornalieri per ogni 100.000 abitanti) che quella settimanale (aumento percentuale dei casi) sono le più alte d’Italia, assieme alla Valle D’Aosta.

Quanto ci dobbiamo preoccupare? La situazione può sfuggire di mano?

Al momento no, ma le cose potrebbero cambiare. I ricoverati con sintomi in Italia sono oggi meno di 4000 e quelli in terapia intensiva circa 500, ma entrambi sono in aumento. Nulla a che vedere però rispetto a un anno fa quando la situazione era ben peggiore, soprattutto nella nostra Regione nonostante si trovasse ancora in zona gialla, contro tutte le evidenze epidemiologiche (contagi, ricoveri, decessi). Comunque è difficile prevedere che dimensioni raggiungerà il nuovo picco se non si prendono provvedimenti adeguati.

Secondo lei a cosa è dovuto?

L’ondata di autunno era ampiamente attesa, a causa dell’abbassamento delle temperature. Fortunatamente la larga risposta vaccinale, ormai vicina al 90%, sta limitando i danni. Sarebbe importante che tutti, ma proprio tutti i già vaccinati, facessero la terza dose come richiamo (booster) dopo almeno sei mesi dalla seconda. Mentre per i guariti Covid è raccomandata una dose dopo almeno 6 mesi ma entro l’anno. Lasciamo stare i No-Covid che meritano un discorso a parte…

Professore lei ha già fatto la terza dose? Reazioni particolari?

Certamente l'ho fatta, con lievi sintomi locali, come nelle precedenti. Per proteggere me stesso, i miei e anche i non vaccinati o quelli che si ostinano a non vaccinarsi. Credo che pochi dubitino ormai seriamente dell’efficacia dei vaccini. Chiariamo una cosa: nessuno può dire quanti richiami dovremo fare. E’ assolutamente normale per un vaccino. La necessità dei richiami è anche per contenere il contagio e limitare nuove varianti, che potrebbero, voglio ricordarlo, non rispondere agli attuali vaccini.

Quindi secondo lei sono da considerare superati i timori sulla vaccinazione?

In realtà, per quanto mi riguarda, non vi sono mai stati dubbi né sulla loro efficacia in generale, né sul rapporto rischio-beneficio decisamente vantaggioso anche per vaccini oggi dismessi come AstraZeneca o Jhonson e Jhonson. Ricordo ancora con forte disappunto la sospensione per una settimana di AstraZeneca a seguito dei pochissimi casi di trombosi , che ha causato secondo le nostre stime centinaia se non migliaia di ricoveri e alcune decine di morti

Dovrebbero renderli obbligatori anche in Italia i vaccini, come da ieri in Austria?

Secondo me, vista l’efficacia solo parziale del Green Pass, la vaccinazione dovrebbe diventare obbligatoria, salvo controindicazioni serie. L’Art. 32 della Costituzione lo prevede chiaramente. Credo che se la situazione peggiorerà ci arriveremo presto. Non si può buttar via il lavoro fatto da tutti in questi due anni, soprattutto dal personale sanitario.

 


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Roberto Grigoletto

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