17 ottobre 2021

Treviso

Nove lavoratori "in nero" a Villorba: sanzioni per quasi 50.000 euro

Mentre a Vittorio Veneto denunciato un imprenditore edile per aver assunto un operaio con permesso di soggiorno scaduto

| Gianandrea Rorato |

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foto d'archivio

VILLORBA - I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro con sede nel Capoluogo della Marca hanno proceduto, di concerto con militari del Comando Provinciale di Treviso, ad una serie di verifiche e controlli congiunti.
A Villorba, nell’ambito di servizi in materia di verifica delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19 all’interno dei luoghi di lavoro, è stata deferita in stato di libertà e sanzionata amministrativamente una donna 50enne di origini cinesi, titolare di una ditta di confezionamento e abbigliamento, per non aver ottemperato delle misure per il contrasto ed il contenimento per la diffusione del virus covid 19 negli ambienti di lavoro.

La donna, avrebbe, in particolare, occupato “in nero” 9 lavoratori di cui 3 di nazionalità cinese, 3 di nazionalità pakistana e 3 di nazionalità del Bangladesh, sui 21 lavoratori impiegati. L’attività imprenditoriale è stata sospesa. E’ stato, altresì, verificato il mancato rispetto delle disposizioni di contenimento della diffusione epidemiologica per assenza di igienizzante ed informazione normativa Covid sulla gestione degli spazi comuni. Sono state elevate, complessivamente, ammende pari ad 11.960 euro e sanzioni amministrative per 34.400 euro.

A Vittorio Veneto è stato invece deferito in stato di libertà un cittadino 38enne titolare di una ditta edile, in concorso con il suo consulente coneglianese, per aver assunto ed impiegato un lavoratore di nazionalità macedone con permesso di soggiorno per lavoro subordinato scaduto di validità, favorendo così la permanenza nello stato italiano di uno straniero che non aveva i requisiti di legge.

 



Gianandrea Rorato

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