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08 dicembre 2021

Oderzo Motta

"Non vogliamo sensi unici a Oderzo"

Ascom entra nel dettaglio: "Prima di introdurre il PUT, è preferibile chiudere l’anello della tangenziale, con il completamento della Circonvallazione Sud"

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Rino Rinaldin

ODERZO - Nuovo piano urbano del traffico di Oderzo, l’Ascom è perplessa e rileva «forti criticità, a partire dal mancato rispetto del percorso di concertazione atteso. Avrebbe dato modo ai rappresentanti del commercio di esporre osservazioni e contributi progettuali utili all’adozione di soluzioni ponderate».

Ascom , presieduta nel comprensorio opitergino di Rino Rinaldin, entra nel dettaglio: «Prima di introdurre il PUT, è preferibile chiudere l’anello della tangenziale, con il completamento della Circonvallazione Sud, per rendere più fluido l’intero sistema viario».

Nella relazione illustrativa del Piano del traffico, tra gli obiettivi viene data particolare evidenza alla necessità di tutelare il nucleo storico cittadino e le zone residenziali, aumentare i livelli di sicurezza per l’utenza debole; ridurre l’inquinamento e contenere i consumi energetici. Spiega Rinaldin: «Obiettivi tutti sicuramente meritevoli di attenzione, tuttavia essi appaiono contraddetti dalle stesse azioni previste dal PUT, attraverso le quali si intenderebbe raggiungerli.

Le tipologie di intervento prevedono il redirezionamento dei flussi; la realizzazione di zone a 30 km/h; il riassetto della sezione stradale; il ridisegno dei nodi; la creazione di una gerarchia della rete stradale che miri a convogliare i flussi di attraversamento sulla viabilità principale, ai margini del centro abitato e storico. Strategia condivisibile».

Ma qui iniziano i distinguo.
«Analizzando, invece, gli interventi proposti nello specifico (circa una ventina) appare che la maggior parte di essi contempli, accanto alla realizzazione delle Zone 30 km/h, anche l’inserimento di sensi unici.

Riteniamo efficace l’adozione delle Zone 30, con lo scopo di far rallentare la velocità dei veicoli e di salvaguardare l’utenza debole. È invece inaccettabile l’adozione dei sensi unici in quanto, come è noto, causano la redistribuzione dei veicoli su altre strade, con molteplici effetti negativi: l’allungamento dei tragitti, l’aumento generale delle emissioni, l’aumento della velocità nella circolazione e dell’insicurezza, a danno degli utenti deboli».

E dunque ecco la proposta. «In alternativa alla realizzazione di nuove piste ciclabili, suggeriamo le “Aree a preferenza ciclabile” proposte nello stesso piano.

In modo tale da far coesistere utenza debole, veicoli in transito e in sosta, favorendo una maggiore accessibilità delle aree centrali da parte di tutti. In caso contrario, aumenterebbero le difficoltà di gestione della attività commerciali. In alcuni casi, come in via Garibaldi, alcuni operatori potrebbero essere costretti a chiudere, qualora le piste ciclabili impedissero il carico scarico della merce».

Per riaprire il confronto su questi temi, Ascom si dichiara disponibile a incontrare a breve l’Amministrazione comunale per esporre in dettaglio le proprie proposte.

 



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