18/01/2022sereno

19/01/2022parz nuvoloso

20/01/2022parz nuvoloso

18 gennaio 2022

Esteri

"Non sarei nata con una malformazione se il medico avesse adeguatamente informato mia madre"

Medico condannato dopo la denuncia da parte di una star paralimpica britannica

| Irene Zorzenoni |

immagine dell'autore

| Irene Zorzenoni |

processo in Gran Bretagna

REGNO UNITO – Una recente sentenza inglese ha provato la colpevolezza di un medico britannico, responsabile di aver portato alla nascita una bambina con seri problemi di salute. È stata la giovane ventenne Evie Toombes a citare in giudizio il medico di sua madre, il dottor Philip Mitchell, con l’accusa si averla fatta nascere con la malformazione congenita “spina bifida”. La madre, infatti, ha affermato che il dottore non le aveva consigliato (prima del concepimento) di prendere l’acido folico, un integratore che avrebbe prevenuto la grave malattia della figlia.

 

La malformazione “spina bifida”, che consiste in una deformazione congenita provocata da un difetto nello sviluppo della colonna vertebrale e del midollo spinale durante la vita embrionale, ha inficiato pesantemente sulla vita di Evie. Benchè la giovane sia una star del salto ad ostacoli paralimpico, è stato appurato durante le indagini processuali che la sua mobilità è e sarà molto limitata, costringendola con l’avanzare dell’età ad utilizzare la sedia a rotelle.

 

Il processo

Al processo la madre ha sostenuto di non aver ricevuto alcun suggerimento in merito all’assunzione degli integratori: “Mi ha detto che non era necessario. Mi è stato detto che se avessi seguito una dieta sana non sarebbe stato necessario prendere l’acido folico”. La smentita del dottore: “Sicuramente l’ho indotta a seguire una dieta sana e ad avere buoni livelli di acido folico. Non ho mai detto che gli integratori non fossero necessari”.

 

Infine, la sentenza finale del giudice: “In queste circostanze ritengo che Mrs Toombes non fosse incinta al tempo della consultazione con il dottore. Non le è stato consigliato di prendere l’acido folico prima del concepimento e per le prime 12 settimane di gravidanza. Non è stata informata della correlazione tra gli integratori di acido folico e la prevenzione della malformazione “spina bifida”. Se le fossero stati forniti i consigli adeguati, la donna avrebbe ritardato i tentativi di concepimento. In tali circostanze ci sarebbe stato un concepimento più ritardato rispetto a quello avvenuto, traducibile nella nascita di un bambino più sano”. Ora nel Regno Unito, i professionisti sanitari potranno essere accusati di “negligenza”, per non aver fornito informazioni indispensabili ad un corretto concepimento.

 


| modificato il:

foto dell'autore

Irene Zorzenoni

SEGUIMI SU:

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×