11 luglio 2020

Italia

Non date più voce a quei politici

"Non possiamo far ricostruire il paese a chi lo ha demolito.

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Non date più voce a quei politici

CONEGLIANO - La richiesta arriva da ConfAPRI.it (Confederazione delle Attività Produttive Italane)

Una richiesta rivolta a Michele Santoro, Giovanni Floris (in foto), Gad Lerner, Gianluigi Paragone, Enrico Mentana, Lilli Gruber, Corrado Formigli, a tutti gli altri conduttori di programmi di approfondimento e a tutto ciò che in Italia fa informazione (giornali, blog, siti): "NON SIA DATA PIÙ ALCUNA VISIBILITA’ AI POLITICI DELLE PASSATE LEGISLATURE".

 

"Per anni sono stato uno spettatore e un lettore attento di ogni talk show di sorta (fossero filo Pdl, filo PD, filo Centro) - scrive Francesco P. nel portale dell'associazione -, ascoltando ore e ore di confronti, proposte, impegni solenni, battibecchi sulle differenti visioni per il futuro del nostro Paese, nella speranza di vedere un giorno realizzate le promesse, nella certezza di uno scatto di moralità della classe politica italiana, di un forte monito alle coscienze di tutto l’arco parlamentare… anni e anni… ça va sans dire che l’ 1% delle parole dette ha trovato concretezza."

"La sommatoria degli stipendi della nostra classe dirigente negli ultimi 30 anni (dei Dipartimenti annessi, dei rispettivi portaborse, delle varie indennità e privilegi etc) sconfina in cifre a nove zeri del nuovo conio.

Bene: vedere ospitati i vari Fini, Casini, Berlusconi, D’Alema, Tremonti, Santanché, Maroni, Di Pietro, La Russa, Franceschini, Rutelli, Stracquadanio, Bossi, Cicchitto, Capezzone, Veltroni e via discorrendo - continua il cronista -  è un insulto, oltre che alla morale, al senso, alla razionalità. Questa pletora di parolai, complice del dissesto in cui versiamo e correa dello sfacelo economico-sociale-culturale che viviamo quotidianamente, trova ancora spazio e poltrone da cui pontificare sulle soluzioni per uscire dalla crisi che ammorba l’Italia nella sua interezza. Cioè: agli stessi che hanno demolito questo Paese viene data la parola sul come ricostruire. In quale altro ambito lavorativo potrebbe trovar ragione d’essere una cosa del genere?

Se un geometra mi sbagliasse i calcoli di portata di un pavimento, potrei mai rivolgermi nuovamente a lui nel momento in cui il detto pavimento cedesse? Assolutamente no. Gli farei causa e la vincerei.

Se un elettricista non mi mettesse in sicurezza un impianto che a seguito di un difetto funzionale mi bruciasse la casa, lo ricontatterei per rifarmi il detto impianto? Mai. Gli farei causa e la vincerei. Così per un dentista incapace, un avvocato approssimativo, un ristoratore ladro. Nessuna seconda chance: hai sbagliato per incuria-pigrizia-incapacità? Ne paghi le conseguenze.


Con loro no, non si può. loro restano intoccabili.

Da quando si è insediato il governo Monti, non ho fatto che sentire proclami sul taglio dei costi della politica, sulla meritocrazia, sulla necessità di un cambio di marcia. E’ passato un anno: nessun cambio di velocità, tutti i peggiori ancora saldi in sella, tutti i privilegi intatti (NB: chi è uscito dal giro ha incassato una buona uscita di 140.000 euro esentasse… lo trovo giusto: hanno operato così bene per il Paese). Parole come vergogna, indecenza, menzogna, sopruso, non hanno più senso: hanno perso valore e forza.

Ecco: io vorrei che a questo folto gruppo di indegni rappresentanti della gente e dei lavoratori di questa Italia venisse tolta la parola, fosse allontanato il microfono; che una telecamera sul punto di trovarseli dentro l’inquadratura venisse spenta, che il loro nome sparisse dalle colonne di giornali e siti web.

Che venisse riaccesa la luce su di loro se e solo se la Giustizia riuscisse a portarli sul banco degli imputati come responsabili delle sofferenze e dei sacrifici che, ancora una volta, questo popolo dovrà sobbarcarsi a causa loro. Una volta processati, niente carcere o vendette: che vengano condannati, dopo aver restituito il maltolto alle vere eccellenze di questo Paese, a vivere, per il resto dei loro anni, con 800 euro lordi al mese."
 

 


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