19 ottobre 2020

Montebelluna

Il nome dello zio di Federico Fellini sul monumento alla Grande Guerra di Pederobba

La famiglia Fellini conferma: "Alla nascita il maestro del cinema prese in nome dello zio caduto in guerra"

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Monumento Pederobba - Federico Fellini

PEDEROBBA - Cosa può unire Pederobba ed il Piave con Federico Fellini, genio assoluto del cinema italiano nato a Rimini il 20 gennaio 1920 e morto il 31 ottobre 1993? Non poteva che essere i fatti della Grande Guerra che portarono il comune trevigiano agli onori della cronaca. In particolare, un piccolo monumento davanti al Piave e di fianco all'Ossario dei caduti francesi, ricorda i caduti dell'ultima battaglia, quando i fanti del 136^, Brigata di fanteria Campania tentarono il passaggio del fiume nell'ultima e decisiva battaglia.

La cronaca ufficiale del reparto ricorda come "gli uomini si preparano a passare il Piave tra Pederobba ed Onigo: il 27 il passaggio del fiume è però ostacolato dal tiro dell'artiglieria nemica, che provoca la rottura della passerella e la morte di 43 tra ufficiali ed uomini della truppa. Solamente il 29 i pontieri riescono ad organizzare il guado del Piave e l'obiettivo assegnato alla Brigata (Molino Sottolo) è presto raggiunto".

Fra questi sfortunati non passa inosservato il nome del soldato Fellini Federico, nato a Gambettola (FC) il 5 gennaio del 1896, che appare a metà circa della stele. L'evidente omonimia colpisce l'appassionato di storia e di cinema. Il piccolo mistero viene svelato da Francesca Fabbri Fellini, nipote naturale del Fellini più noto nonché custode della memoria e dell'opera dell'artista romagnolo. Che indica che, sì, il fante morto era proprio il fratello di Urbano Fellini, padre di Federico.

E conferma, pure, che il nome fu dato per onorare lo sfortunato congiunto, consuetudine in vigore al tempo anche da noi. Le circostanze della morte ed il luogo non erano note oppure si erano perse nel tempo. Ma il nome di Pederobba non era ignoto del tutto. Ancora una volta si lega al grande cinema italiano anche grazie ad una scena memorabile del bellissimo film "La Grande Guerra" di Mario Monicelli con protagonisti, fra altri, Sordi, Gasmann e la Mangano, anche se le scene furono girate altrove. Ma questa è un’altra storia.

Erminio Signor

 


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