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27 gennaio 2022

Treviso

ZAIA MINISTRO!

Ieri la conferma del ministro di Marca

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Treviso. In una troppo-simpatica intervista al Quindicinale (era settembre del 2005) Luca Zaia ci aveva detto che da piccolo avrebbe voluto fare il pompiere. Ieri è diventato ministro. E, in fondo, ha coronato un sogno mica male.
Quello del pompiere e quello del ministro, sono infatti due “mestieri” che hanno in comune l’obiettivo di rispondere ai bisogni della gente. Sono due professioni al servizio di.
E se Zaia bambino, come il draghetto Grisù, aspirava a spegnere incendi, da grande (ma neanche poi tanto considerato che nella nostra società, a quarant’anni, si è post-adolescenti) Zaia farà probabilmente quello che aveva sognato. Spegnerà gli incendi delle polemiche che inevitabilmente accompagnano chi fa politica, anzi: chi fa qualcosa. E sicuramente metterà…in campo qualche progetto.
La materia per cui è stato nominato ministro, la conosce bene. E conosce anche la schiettezza, l’onestà. E poi è determinato. In Veneto ha saputo muoversi in fretta (non è una battuta…): è stato il più giovane presidente di provincia (nel 2002, a Treviso), è stato il più giovane vicepresidente della regione e ora è il più giovane ministro del governo Berlusconi.
Nato a Conegliano, il 27 marzo 1968, in una famiglia di artigiani (il padre è meccanico) si è diplomato al Cerletti e poi ha preso una laurea in Scienze della Produzione animale a Udine. Vive a Bibano con la moglie Raffaella.
In queste ore gli stanno piovendo addosso telegrammi di congratuaziòn col bollo trevisàn. Uno di quelli che gli è stato recapitato, per primo, è quello del presidente Leonardo Muraro (che a suo tempo aveva ereditato il posto di Zaia):
”Mando un augurio particolare e sentito a Luca Zaia, il mio predecessore alla Provincia di Treviso, nonché caro amico – scrive Muraro -. Sono sicuro che la sua professionalità, la sua competenza e la sua energia contribuiranno a far tornare grande l’Italia. Sono certo che con lui la Marca Trevigiana otterrà finalmente l’autonomia amministrativa e il federalismo che attende da anni”.
Nell’intervista rilasciata al Quindicinale nel 2005, avevo prospettato a Zaia (che dichiarava di aborrire il termine “politica” a vantaggio di “amministrazione”) cha “dalla Regione avrebbe potuto passare alla nazione. Al parlamento…”. Lui aveva risposto: “Non sono convinto che la politica sia una faccenda così automatica. Per ora faccio il mio dovere qui in Veneto." In effetti Zaia non è andato in parlamento, ma direttamente al governo. E ora il suo dovere è a Roma.

Emanuela Da Ros

(Foto Andrea Armellin)

 


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